DUE LUTTI NELL’UAC DI PALERMO

  • Don Alessandro Manzone

La nostra associazione dell’Unione Apostolica del clero eleva preghiere e  suppliche al Signore per l’anima benedetta di don Alessandro Manzone. La sua dedizione gioiosa alla Chiesa di Palermo e il suo grande amore per il nostro presbiterio rimarranno il ricordo indelebile di un presbitero esemplare per integrità di vita  e instancabile animatore e promotore della fraternità e diocesanità. Nell’ultimo incontro del direttivo ci aveva edificato con interessanti proposte per  incrementare e vivificare  i nostri cenacoli e per rafforzare i vincoli di amicizia tra di noi.

Adesso dal cielo carissimo don Alessandro prega per noi perché il tuo esempio di vita povera, casta e obbediente ci trascini alla santità.

Grazie di cuore amatissimo confratello. Non ti dimenticheremo.

 

  • Padre Girolamo Casella

Ho conosciuto Girolamo quando da adolescente frequentavo la 5ª ginnasio al liceo classico Vittorio Emanuele ll di Palermo. Ambedue frequentavamo il centro sociale di San Carlo diretto dalle squisite suore carmelitane. Anni intensi di servizio dei più poveri. Doposcuola ai bambini disagiati del nostro quartiere, assistenza domiciliare agli anziani soli e abbandonati, catechesi e animazione ricreativa settimanale, momenti formativi per le famiglie. Ci siamo conosciuti in un campo di battaglia. Erano anni bui per la nostra città.

Negli anni 80 ogni giorno, le nostre strade era insanguinate dalle faide e cosche mafiose che rendevano invivibile e asfissiante il nostro territorio. Una vera e propria guerra fratricida. Abbiamo reagito a questa recrudescenza mafiosa con spirito evangelico. Evangelizzando i giovani coetanei del nostro quartiere: Tribunali Catellamare. Due giovani come noi che educavano i ragazzi alla mentalità sempre nuova di Cristo che ha RISPOSTO al male perdonando e amando illimitatamente. Girolamo da queste triste vicende, è stato toccato profondamente nei suoi sentimenti più intimi e familiari. Malgrado le prove e le difficoltà, sono stato sempre edificato per la sua grande fede adamantina e per aver dato esempio di vera riconciliazione con tutti, anche con chi aveva ferito il suo cuore. A 18 anni mi comunicò che aveva deciso di voler chiedere di sostituire il servizio di leva militare con l’obiezione di coscienza. 

Realizzato questo suo desiderio, in quell’anno di totale servizio, maturò la sua chiamata vocazionale. Continuammo il nostro apporto per l’animazione della pastorale giovanile del quartiere con ritiri e giornate di fraternità, anche con iniziative di evangelizzazione itinerante. Ricordo ancora come se fosse oggi le due indimenticabili iniziative per i Giovani, a Villa Filippina e a Piazza San Francesco D’Assisi. Eravamo incoscienti, forse, ma affrontammo tutte le difficoltà con serenità e determinazione, sostenuti dal coordinatore: “padre Patrizio Ramponi”, che era anche il parroco di Girolamo e della parrocchia della Kalsa. La sua amata comunità per la quale Girolamo ha speso tutte le sue energie spirituali. I suoi migliori talenti: catechista, responsabile dei ministranti, confrate della confraternita di Santa Rosalia, socio dell’Azione Cattolica, segretario del consiglio pastorale, collaboratore leale del parroco, responsabile della Caritas parrocchiale e tanto altro ancora. Dopo anni di discernimento vocazionale e di fatiche umane e di sofferenze fisiche, arriva il giorno della sua ordinazione diaconale.

Ha dato il suo servizio alle parrocchie di sant’Espedito e dei Santi Cosma e Damiano a Sferracavallo e nella parrocchia di Santa Maria di Monserrato alle Croci. Predicatore competente, dottrina sicura e omelie sempre appropriate. Benedizioni nelle famiglie e insegnamento della religione nelle scuole statali. Durante il percorso della sua vita diaconale ha avvertito interiormente la chiamata a lasciare tutto per seguire Cristo povero, casto e obbediente.

Entra così, a far parte della congregazione “Servo dei poveri” fondata dal nostro illustre concittadino il beato Giacomo Cusmano, per servire Dio con una Carità senza limiti. Il 24 settembre 2020, veniva ordinato presbitero nella chiesa del Cuore Eucaristico di Gesù. Domenica 27 settembre lo abbiamo accolto festosamente nella parrocchia di Santa Maria della Pietà, dove ha ricevuto i sacramenti della iniziazione cristiana e dove con abnegazione e gratuità ha messo a disposizione di Dio e dello storico amato quartiere della Kalsa, i migliori anni della sua vita. Inaspettatamente e improvvisamente, la mattina 20 novembre del 2020 ho ricevuto la notizia della sua morte. Ci eravamo sentiti telefonicamente con frequenza in questo periodo di pandemia, fino al giorno prima della sua morte.

Ero a conoscenza della sua situazione, si trovava in ospedale e tremava dal freddo. La sua cagionevole salute era stata aggredita dal Covid19 e nel cuore della notte del 18 novembre 2020 il carissimo e fraterno amico padre Girolamo ha dato il suo ultimo respiro. Se ho avuto qualche amico sincero e vero nella mia vita certamente al 1º posto dovrei mettere Girolamo Casella. Quante confidenze; quante gioie a lui rivelate; ma anche quante amarezze che hanno attraverso la mia vita da lui ascoltate; quanti consigli reciprocamente ci siamo scambiati per capire la volontà di Dio.

Con Girolamo se ne va un pezzo importante della mia vita.

Gli avevo chiesto di scrivere qualcosa sulla mia vocazione, sulla mia vita, sulla mia esperienza di fede sin dalla adolescenza. Volevo che fosse lui a parlare di me in occasione del mio 25 anniversario sacerdotale. So che già aveva preparato qualcosa, ma non so se riuscirò a trovare i suoi fogli con i suoi appunti. Ma quello di cui sono certo, è che nel mio cammino esistenziale e spirituale Girolamo continuerà in modo diverso a farmi sentire la sua presenza VIVA. Ti chiedo però, carissimo Girolamo, di presentare al Signore che vedi eternamente, quanto stavi scrivendo su di me. Affinché il mio sacerdozio con il tuo, in eterno, possa diventare sempre più limpido, sempre più trasparente, sempre più puro.

Lascia che i tuoi fogli rimangano bianchi, perché sia ora Dio che ha permesso di incontrarci e di conoscerci tanti anni fa, a scrivere Lui su di me e su di te.

Tu carissimo padre Girolamo già lo contempli. E so che sarà bellissimo, me lo immagino! Adesso prega per me, perché anche io un giorno non mi perda questo incontro beatificante. Da lassù spero che la narrazione della nostra vita continuerà senza fine. A te la mia riconoscenza e quella di tutta la tua amata Parrocchia. Ancora non ci credo, ti saresti mai immaginato che un giorno io sarei diventato il parroco della Kalsa…? della tua/nostra Kalsa? Eri felicissimo quando due anni fa hai appreso la notizia…

Solo a Dio la gloria!

Carissimo amico e fratello sacerdote, arrivederci nella Compagnia del Cielo.

I nostri ricordi sono indelebili e con Dio eterni.

Solo Dio Basta!

Con affetto.

20 novembre 2020

Padre Giuseppe Di Giovanni ma per te ero semplicemente Giuseppe.

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Ambedue sia don Alessandro Manzone che padre Girolamo Casella appartenevano all’UAC

 

 

BASTA

BASTA !
“«Basta!» (Lc 22,38), dice Gesù quando i discepoli gli mostrano due spade, prima della Passione. “Basta!”: è una risposta senza equivoci verso ogni violenza. Quel “basta!” di Gesù supera i secoli e giunge forte fino a noi oggi: basta con le spade, le armi, la violenza, la guerra!”
Martedì 20 ottobre 2020 Roma è stata la capitale della pace. Il Covid non ha fermato lo Spirito di Assisi, nel cui nome, ogni anno, la Comunità di Sant’Egidio promuove l’incontro internazionale di preghiera tra i rappresentanti delle grandi religioni mondiali, dopo la storica giornata voluta da san Giovanni Paolo II nel 1986. Anzi, quest’anno l’evento “Nessuno si salva da solo – Preghiera e fraternità” ha contato sulla partecipazione di papa Francesco nel piazzale del Campidoglio a Roma.

AUTUNNO TEMPO DI RIFLESSIONE E DI SPERANZA NEL FUTURO

DIOCESI DI OZIERI – DA MANAGER AZIENDALE A PRETE

MONTI – SARDEGNA

don Giovanni Antonio Loi

E’ cambiata la vita di Giovanni Antonio Loi, quarantanovenne top manager di una multinazionale con sede a Milano e Roma che sabato è diventato sacerdote a Monti, il suo paese natale della diocesi di Ozieri Sardegna.

«A Lourdes erano ben 25 anni che non mi confessavo – ricorda Giovanni Antonio Loi – cioè dal giorno della cresima. Appena mi inginocchiai nel confessionale, il padre che si trovava all’interno mi disse: ti stavo aspettando». «Al termine della confessione piansi – continua il neo sacerdote – e il confessore mi disse di andare nella grotta per ringraziare la Madonna che aveva fatto in modo di riconciliarmi con il suo figlio Gesù».

È iniziato così il lungo viaggio spirituale di Giovanni Antonio Loi verso il traguardo sacerdotale. Alle spalle una lunga e fortunata carriera da top manager: laurea in Economia aziendale e master all’Università Bocconi, dal 1996 al 2006 dirigente a Milano al gruppo Dun & Bradstreet e dal 2006 al 2010 operations director alla Experian group ancora a Milano e Roma.

Un momento significativo dell’Ordinazione presbiterale di don Giovanni Antonio Loi

Solenne la cerimonia di sabato 10 ottobre 2020 sera a Monti, il vescovo della diocesi di Ozieri, monsignor Corrado Melis, ha ordinato don Giovanni Antonio Loi sacerdote della parrocchia di San Gavino. Con il vescovo, che ha presieduto la messa, alla cerimonia erano presenti tanti sacerdoti, alcuni seminaristi sardi e laziali, tutti arrivati in un affollato anfiteatro comunale dopo una lunga precessione nelle vie del paese. Ad attenderli, i familiari del neo sacerdote, una folla di amici e parenti, i rappresentanti delle associazioni cattoliche e laiche, le autorità locali e regionali. Al termine della Ordinazione Il parroco don Pierluigi Sini ha avuto parole di gratitudine al Signore per questo dono della vocazione e si è soffermato anche sul nuovo impegno del presbitero don Giovanni Antonio Loi, che d’ora in avanti sarà al servizio dei poveri e degli ultimi nella diocesi di Ozieri.

ANCHE GLI ADOLESCENTI DI OGGI POSSONO ESSERE SANTI

CARLO ACUTIS UN RAGAZZO DI OGGI
PROCLAMATO BEATO
Assisi 10 ottobre 2020
Ma “che aveva di speciale questo ragazzo di appena quindici anni?”.
Carlo “era un ragazzo normale, semplice, spontaneo, simpatico, amava la natura e gli animali, giocava a calcio, aveva tanti amici suoi coetanei, era attratto dai mezzi moderni della comunicazione sociale, appassionato di informatica, e da autodidatta costruiva programmi per trasmettere il Vangelo, per comunicare valori e bellezza”.

“Fratelli tutti” – Enciclica di Papa Francesco

“Fratelli tutti”.
3 ottobre 2020 – vigilia della Festa di San Francesco!

Quali sono i grandi ideali e le vie concretamente percorribili per chi vuole costruire un mondo più giusto e fraterno nelle relazioni quotidiane, nel sociale, nella politica, nelle istituzioni? E’ la domanda a cui intende rispondere ‘Fratelli tutti’: il Papa la definisce una “enciclica sociale” che prende il titolo dalle ‘Ammonizioni’ di San Francesco d’Assisi, che usava quelle parole “per rivolgersi a tutti i fratelli e le sorelle e proporre loro una forma di vita dal sapore di Vangelo”.

Nella foto Papa Francesco firma l’Enciclica “Fratelli tutti” nella Basilica di San Francesco ad Assisi il 3 ottobre 2020

PRETE DEGLI ULTIMI

PRETE DEGLI ULTIMI 

Don Roberto Malgesini – Como

Don Roberto Malgesini – Como – è stato ucciso, il 15 settembre 2020, da uno dei suoi assistiti. Il delitto ad opera di un Paziente psichico da lui seguito.
E’ l’immagine di quella Chiesa, non blasonata ma molto presente nel nostro Paese.
Un nuovo martire che ha risposto fino all’ultimo alla chiamata vocazionale, donandosi interamente senza ricompense personali.
La sua morte, illumina di nuova luce il cammino irto di spine e contestazioni della Chiesa Cattolica, coprendo col loro fango il bene prodotto, sopratutto verso gli Ultimi.
Il nuovo martirio odierno, addolora umanamente ma cristianamente consola perché evidenzia quel “ben altro” che nella Chiesa c’è e non è limitato!
Una preghiera per l’anima buona di Don Roberto che Dio avrà sicuramente accolto nel Suo Regno e per tutti i preti che nel silenzio e nella testimonianza generosa e concreta offrono alla nostra società avida di immagine e di apparenze.

AGENDA ASSOCIATIVA UAC 2020

AGENDA ASSOCIATIVA UAC  – 2020

Il CONVEGNO ANNUALE 2020 che si sarebbe dovuto tenere il  23 – 25 novembre 2020 a Torino  sul Tema: “Chiamò a sé quelli che volle. Dono e mistero:  il coraggio di chiamare”, è stato rimandato al prossimo anno 2021 nella stessa data e lo stesso luogo, vista la difficoltà di spostamento, di movimento e di riunioni a causa del coronavirus.

Il tema del PROSSIMO ANNO 2021, verrà stabilito dal Consiglio nazionale nei prossimi Consigli nazionali. Mentre il tema di quest’anno, sviluppato dai tre Relatori, verrà pubblicato in un libretto che verrà allegato al N. 4 (ottobre-dicembre) 2020 di “UAC Notizie”.

CONSIGLI NAZIONALI 2020

  • 9 gennaio 2020 a Roma
  • 31 marzo 2020 in videoConsiglio
  • 18 maggio 2020 in videoConsiglio
  • 9 settembre 2020 in videoConsiglio
  • 23 -24 novembre 2020 in presenza a Roma nell’Hotel “Villa Aurelia”.

Le Zone d’Area, le Regioni o Regioni vicine, le Diocesi sono invitate a vivere, anche in videoconferenza, meglio se in presenza, momenti di incontro con Cenacoli, esperienze di preghiera, ascolto e condivisione per tenere sempre vivi i contatti fraterni.

NOTA DI SEGRETERIA ADESIONI 2020 

La segreteria UAC è sempre operativa 24 ore su 24 con il lavoro a distanza (Smart working) ed è a disposizione per qualsiasi esigenza sia col telefono fisso 06 39367106 che con l’email e il Sito www.uac-italia.it

RIPRESA delle ATTIVITA’ E RINNOVO delle ADESIONI

La pandemia del coronavirus ha un po’ rallentato nei mesi di marzo, aprile e maggio la raccolta delle adesioni da parte dei Direttori diocesani. Ora se è possibile bisognerebbe cercare di completare l’invio delle ADESIONI 2020 entro il mese di novembre. Si invitano quindi i Direttori diocesani e/o i singoli SOCI UAC ad affrettarsi al RINNOVO o all’invio di eventuali nuove adesioni.

Le ADESIONI 2020 vanno rinnovate entro novembre tramite:

– l’invio del Conto Corrente Postale  n. 47453006 intestato a Unione Apostolica del Clero (da preferire)

– o tramite l’IBAN IT 74 I 02008 05180 000001339751 presso Unicredit Agenzia Roma 1 Pio XI.

Si prega, nel versamento tramite IBAN, di INDICARE NELLA CAUSALE, OLTRE IL NOME  E COGNOME, ANCHE LA DIOCESI DI APPARTENENZA E L’INDIRIZZO POSTALE. GRAZIE !

Roma 11 settembre 2020

La segreteria