CONSIGLIO NAZIONALE UAC DEL 9 SETTEMBRE 2020

CONSIGLIO UAC in Meet-Google

 

I Consiglieri collegati in videoConsiglio del 9/9/2020

Il Consiglio nazionale si è riunito in Meet-Google il 9 settembre 2020.

In questo periodo della pandemia l’UAC ha continuato a svolgere la sua attività a livello nazionale, compresa quella della segreteria che può lavorare anche in Smart working.

Le adesioni dei soci arrivano con un certo ritardo, tuttavia ne sono arrivate un buon numero; si  spera che le altre possano pervenire prima della chiusura delle adesioni entro nel mese di novembre prossimo.

Tutte le incombenze dell’UAC, compresi i pagamenti vari, sono regolarmente espletate; così pure le comunicazioni con i direttori diocesani e i singoli soci avvengono in modo puntuale, sia con la posta cartacea, sia con il telefono fisso, sia per via email e il Sito.

Molti preti anche giovani hanno telefonato o comunicato per email il loro interesse per l’UAC e diversi si sono anche iscritti all’associazione.

Molto apprezzato è anche il nostro Notiziario.

I Circoli diocesani dopo un comprensibile rallentamento per causa del COVID-19, stanno man mano riprendendo i contatti e le attività ed alcuni hanno vissuto momenti di incontro per via telematica e qualcuno anche, nel mese di giugno, in presenza. Si spera ora in una ripresa positiva anche se in modalità diverse da prima.

Il Presidente ringrazia don Albino per la sua presenza operativa sia nella Sede nazionale a Roma, sia con il lavoro a distanza in Smart working e tutti i Consiglieri per il loro impegno nelle diocesi e nell’UAC.

Programmazione nazionale:

a- Il Consiglio nazionale, che si sarebbe dovuto celebrare a Loro Ciufenna il 23- 24 settembre prossimo, viene vissuto ancora una volta in videoConsiglio. Il Presidente e tutti i presenti ringraziano Mauro Tommasi per la sua disponibilità.

Il prossimo Consiglio nazionale si terrà in presenza il 23 e il 24 novembre 2020 ospiti dell’Hotel Villa Aurelia a Roma. Ci si ritroverà nella mattinata di lunedì 23 novembre, quindi dopo pranzo si vivrà un “Ritiro spirituale” guidato dal nostro Presidente, mentre nella mattinata di martedì 24 si terrà il Consiglio.

b- Il Convegno nazionale si sarebbe dovuto celebrare a Torino il 23 – 25 novembre 2020.

Il Presidente afferma che stando così le cose non è prudente avviare la macchina organizzativa e  ritiene che i soci difficilmente si mettono in viaggio. Rischiamo anche di fare delle spese non indifferenti. Quindi propone di rimandare il Convegno nazionale al prossimo anno sempre a Torino nello stesso luogo e nelle stesse date e suggerisce di chiedere ai tre relatori di inviarci le relazioni scritte. Tutto questo materiale potrà essere pubblicato in un libretto che sarà allegato e spedito col n. 4 (ottobre-dicembre) 2020 di “UAC Notizie” e questo numero sarà un numero speciale.

Tutti i Consiglieri presenti concordano con la proposta del Presidente, il quale incarica don Gian Paolo Cassano a disdire la prenotazione dell’albergo per quest’anno e a prenotare nello stesso Albergo la celebrazione del Convegno annuale per il prossimo anno 2021 nelle stesse date.

Proposte alternative. I Consiglieri suggeriscono delle proposte alternative per quest’anno in quanto i presbiteri chiedono sostegno e vicinanza particolare:

Videoconfernza della Zona Nord per il Convegno su don Giuseppe Zanon

 

1.Le Zone geografiche UAC, le Regioni, collegandosi anche con quelle vicine, e i singoli Circoli diocesani possono organizzare dei mini convegni o cenacoli invitando, se possibile, relatori di valore. Questa possibilità è stata già opportunamente sperimentata da qualche Zona, da qualche Regione e anche da qualche Circolo diocesano nella scorsa primavera e nell’estate.

 

 

 

 

2. Inventare occasioni opportune a tutti i livelli per stare vicini ai preti.

3. Rafforzare e inserire nuove pagine nel Sito uac-itali.it

Il Consiglio termina alle ore 11,30 con un fraterno saluto, la soddisfazione della opportunità vissuta e la gioia dell’incontro per la buona programmazione delle attività dei prossimi mesi.

9 settembre 2020

don Albino Sanna, segretario

GRANDE CORDOGLIO PER LA MORTE DI MONS. LORENZO CHIARINELLI

L’UAC italiana rende onore al Vescovo Mons. Lorenzo Chiarinelli, che è tornato alla Casa del Padre, esprime la sincera e profonda partecipazione con la preghiera di suffragio e la sua riconoscenza per l’attenzione che ha manifestato all’ Associazione in particolare partecipando al Centro Studi con competenza, sensibilità e generosità.

Nato a Pratoianni il 16 marzo 1935.

È stato vice assistente ecclesiastico centrale della FUCI dal 1967 al 1974.

Il 21 gennaio 1983 viene nominato vescovo di Sora, Aquino e Pontecorvo (Sora-Aquino-Pontecorvo dal 30 settembre 1986); il 27 febbraio dello stesso anno riceve l’ordinazione episcopale.

Il 27 marzo 1993 viene trasferito ad Aversa.

Dal 30 giugno 1997 all’11 dicembre 2010 è stato vescovo di Viterbo.

È stato anche presidente della Commissione CEI per la Catechesi e la Dottrina della fede. Ha curato tutta la fase di realizzazione per l’approvazione dei testi dei catechismi.

La sua notorietà è cresciuta per aver negato ad una coppia di venticinquenni il matrimonio per una presunta “impotenza copulativa” del ragazzo, paraplegico a seguito di un incidente stradale[1].

Il 6 settembre 2009 ha accolto papa Benedetto XVI in occasione della sua visita alle città di Viterbo e Bagnoregio.

È stato membro della Congregazione delle cause dei santi.

Si è spento a Rieti il 3 agosto 2020, all’età di 85 anni.

CEI: «Aprirsi a nuove forme di presenza ecclesiale»

Card. Gualtiero Bassetti

Il ritorno alla celebrazione dell’Eucaristia con il popolo è stato «segnato anche da un certo smarrimento, in particolare una diffusa assenza dei bambini e dei ragazzi, che richiede di essere ascoltato»

«Lavorare insieme per porre le condizioni con cui aprirsi a nuove forme di presenza ecclesiale ». È questo l’invito che la Presidenza della Cei rivolge in una lettera ai vescovi, in vista della ripresa autunnale delle attività pastorali, «necessariamente graduale e ancora limitata dalle misure di tutela della salute pubblica, alcune delle quali legate a valutazioni regionali».

Nel rinnovare la «riconoscenza ai sacerdoti e ai catechisti per la generosa e creativa disponibilità con cui, anche in questi mesi difficili, hanno saputo mantenere i contatti con le persone, in particolare i ragazzi e le loro famiglie, ricorrendo ampiamente all’uso dei mezzi digitali», la Presidenza evidenzia ora l’urgenza «di progettare, con le dovute precauzioni, un cammino comunitario che favorisca un maggior coinvolgimento dei genitori, dei giovani e degli adulti, e la partecipazione all’Eucaristia domenicale». La lettera, frutto della riflessione maturata nell’ultima riunione della Presidenza, si sofferma sul ritorno alla celebrazione dell’Eucaristia con il popolo, «segnato anche da un certo smarrimento (in particolare, una diffusa assenza dei bambini e dei ragazzi), che richiede di essere ascoltato».

«Occorre un saggio discernimento per cogliere ciò che è veramente essenziale», osserva la Presidenza per la quale «la consegna della nuova edizione del Messale Romano sarà un’opportunità preziosa per aiutare le comunità cristiane a recuperare consapevolezza circa la verità dell’azione liturgica, le sue esigenze e implicazioni, la sua fecondità per la nostra vita».

Quanto alla celebrazione dei sacramenti, «a partire da quelli dell’iniziazione cristiana», la lettera ricorda che «non ci sono impedimenti a celebrare con dignità e sobrietà». «È bene – si raccomanda – aver cura che la loro celebrazione, pur in gruppi contenuti, avvenga sempre in un contesto comunitario ». Per la Cresima, «oltre ad assicurare il rispetto delle indicazioni sanitarie, in questa fase l’unzione può essere fatta usando un batuffolo di cotone o una salvietta per ogni cresimando ». La stessa attenzione «sarà necessaria per le unzioni battesimali e per il sacramento dell’Unzione dei malati».

Mentre si attendono dal Ministero dell’Interno indicazioni per un ritorno dei cantori e dei cori, «la possibilità dei familiari di partecipare insieme alle celebrazioni, stando in uno stesso banco, trova risposta positiva nella prassi della vita quotidiana». Circa la richiesta di poter derogare al numero delle 200 persone nei luoghi chiusi, il Comitato tecnico-scientifico affida la decisione alle Regioni.

Per ciò che concerne le attività pastorali per i ragazzi, gli Uffici catechistici, coordinati da quello nazionale «stanno lavorando per favorire e sostenere il loro impegno in un discernimento comunitario che porti a scelte operative adeguate, non ispirate dal si è sempre fatto così, ma dalle possibilità che il tempo attuale offre».

Il tempo che stiamo vivendo, «con le sue difficoltà e le sue opportunità, ci chiede di non restringere gli orizzonti del nostro discernimento e del nostro impegno semplicemente ai protocolli o alle soluzioni pratiche», suggerisce la Presidenza sottolineando che l’attuale situazione storica «invoca un nuovo incontro con il Vangelo, in particolare con l’annuncio del kerygma, cuore dell’esperienza credente». «Se davvero l’esperienza della pandemia non ci può lasciare come prima – conclude lettera – la riunione autunnale del Consiglio Permanente e l’Assemblea Generale (prevista a novembre) dovranno essere eventi di grazia, nei quali confrontarci e aiutarci a individuare le forme dell’esperienza della fede e, quindi, le priorità sulle quali plasmare il volto delle nostre Chiese per il prossimo futuro».

Venerdì 19 giugno 2020 – Solennità del Sacro Cuore -GIORNATA SANTIFICAZIONE CLERO

Cappellina-del-SS.-Sacramento-(particolare)-nella-Cappella-dell’Assunta-in-via-Umberto-I-14-a-Gavoi-Nu – S. Cuore – Eucaristia – Maria Madre dei sacerdoti.

 

L’Unione Apostolica del Clero – Area Nord, all’interno del Progetto Animatori per una Formazione Permanente Rinnovata, rivolge a vescovi, presbiteri e diaconi di tutta italia, la possibilità di seguire la videoconferenza: “Il lembo del mantello. Ricordando don Giuseppe Zanon”. Un studio realizzato dall’Istituto S. Luca di Padova, presentato da don Giampaolo Dianin (rettore del Seminario di Padova), sulla figura di uno dei pionieri dell’animazione del presbiterio in Italia.

don Giuseppe Zanon

La video-riunione si terrà il 19 giugno dalle ore 15,30, collegandosi sulla piattaforma Meet al seguente indirizzo: https://meet.google.com/jqg-dgdr-igu  Oppure andando su meet.google.com inserire il codice jqgdgdrigu  Passaparola ai tuoi contatti che fossero interessati. Grazie

don Stefano Rosati e don Massimo Goni

AUGURI DI UNA SERENA E SANTA PASQUA 2020 NEL TEMPO DEL CORONAVIRUS

“La notte è avanzata, il giorno è vicino” (dalla Lettera di San Paolo ai Romani cap. 13, 12).

 

PASQUA DI RESURREZIONE

NASCE UNA NUOVA ALBA E UNA NUOVA PRIMAVERA

 

 

Auguri !!!

PRETI ITALIANI deceduti per il CORONAVIRUS – L’UAC LI RINGRAZIA E PREGA PER LORO

I preti italiani stanno in mezzo alla gente, da sempre, per missione ma prima ancora per la natura popolare del nostro clero.

Al 6 maggio 2020 sono andati alla Casa del Padre 152 preti:

La morte di don Orlando Bartolucci, 76 anni, parroco di Santa Maria Assunta di Montecchio, in diocesi di Pesaro, allunga ancora la lista dei sacerdoti uccisi dal Covid-19 dall’inizio della pandemia portandola a 120 preti diocesani.

DIOCESANI

ALBENGA: don Ercole Turoldo, (1)

ARIANO IRPINO: don Antonio Di Stasio (Socio UAC), (1)

BERGAMO: don Savino Tamanza; don Battista Mignani; don Alessandro Longo; don Guglielmo Micheli; don Adriano Locatelli; don Ettore Persico; don Donato Forlani; don Enzo Zoppetti, don Francesco Perico, don Gian Pietro Paganessi, don Remo Luiselli, don Gaetano Burini, don Umberto Tombini, don Giuseppe Berardelli, don Giancarlo Nava, don Silvano Sirtoli, don Tarcisio Casali, monsignor Achille Belotti, don Mariano Carrara, monsignor Tarcisio Ferrari, don Fausto Resmini, don Tarcisio Avogrado, don Evasio Alberti, don Angelo Bernini, don Luigi Rossoni, (26)

BOLZANO – BRESSANONE: don Salvatore Tonini, don Reinhard Ebner, don Heinrich Kamelger, don Antonio Matzneller, don Peter Zelger (5)

BRESCIA: don Giuseppe Toninelli; monsignor Domenico Gregorelli, don Giovanni Girelli, (3)

CAMERINO:  don Luigi Angeloni (1)

CASALE MONFERRATO: don Mario Devecchi, (1)

CERIGNOLA: Mons. Saverio Del Vecchio, (1)

CESENA: don Franco Guardigni, (1)

COMO: don Renato Lanzetti, don Marco Granoli, don Carlo Basci, don Mario Mauri, don Alberto Panizza (5)

CREMONA: don Vincenzo Rini, don Mario Cavalleri, monsignor Giuseppe Aresi, don Albino Aglio, don Achille Baronio, don Vito Magri, don Arnaldo Peternazzi, don Francesco Nisoli,  Mons. Alberto Franzini, (9)

FANO: don Arnaldo Avaltroni, (1)

FIDENZA: Mons. Stefano Bolzoni, (1)

IVREA: don Pierfranco Chiadò Cutin, (1)

LA SPEZIA: don Piergiovanni Devoto, don Giovanni Tassano, don Nilo Gando, don Franco Sciaccaluga, (4)

LODI: don Carlo Patti, don Gianni Cerri, don Giovanni Bergamaschi, don Bassiano Travaini, (4)

MACERATA: DON Giuseppe (Peppe) Branchesi, (1)

MANTOVA: don Antonio Mattioli, (1)

MILANO: don Giancarlo Quadri, don Franco Carnevali, don Cesare Meazza, don Marco Barbetta, don Luigi Giussani, don Ezio Bisiello, don Luigi Brigatti, don Pino Marelli, don Cesare Terraneo, don Paolo Merlo, don Erminio Scorta, don Giovanni Ferrè (12)

MONDOVI’: don Erasmo Mazza, (1)

NOVARA: don Paolo Bosio, don Aldo Ticozzi, (2)

NUORO: don Pietro Muggianu, don Giovanni Melis, (2)

PALERMO: don Silvio Buttita, (1)

PARMA: don Giacomo Bocchi, don Pietro Montali, don Andrea Avanzini (socio UAC), don Franco Minardi, don Fermo Fanfoni, don Giuseppe Fadani, don Giuseppe Canetti (Socio UAC), don Severino Petazzini (8)

PAVIA: don Luigi Bosotti, (1)

PESARO: Don Zenaldo del Vecchio; don Graziano Ceccolini, don Giuseppe Scarpetti, don Marcello Balducci, don Orlando Bartolucci (5)

PIACENZA: don Giorgio Bosini, don Mario e don Giovanni Boselli, don Giovanni Cordani, don Paolo Camminati, don Giuseppe Castelli, (6)

REGGIO EMILIA: don Guido Mortari, don Emilio Perin, don Efrem Giovanelli, (3)

REGGIO CALABRIA: don Gioacchino Basile, (1)

SALERNO: don Alessandro Brignone, (1)

SENIGALLIA: don Dario Giorgi, (1)

TORINO: padre Bruno Castricini (Servi di Maria) (1),

TORTONA: don Giacomo Buscaglia, don Enrico Bernuzzi (2)

TRENTO: don Luigi Trottner, (1)

UDINE: don Enrico Pagani, (1)

URBINO: don Cristoforo (Nino) Amati (1)

VENEZIA: don Paolo Stocco, (1)

VERCELLI: don Fiorenzo Vittone (socio UAC), (1)

VITTORIO VENETO: don Corrado Forest, (1)

 

RELIGIOSI

CAPPUCCINI: Padre Giorgio Butterini, (1)

CISTERCENSI: dom Eugenio Romagnuolo, (1)

DOMENICANI: Padre Giovanni Cattina, (1)

GIUSEPPINI D’ASTI: Padre Tarcisio Stramare; (1)

GIUSEPPINI DEL MURIALDO: Padre Giuseppe Garbin (1)

ORIONINI: don Cesare Concas, don Stefano Tosato, don Cirillo Longo, (3)

PASSIONISTI: Padrea Giuseppe Serighelli, Padre Edmondo Zagano, Padre Gerardo Bottarelli, (3)

ROGAZIONISTI: Padre Pietro Cifuni, (1)

SACRAMENTINI: Padre Remo Rota; (1)

SALESIANI: don Agostino Sosio; don Paolo Stocco (1)

SAVERIANI: Padri: Nicola Masi, Luigi Masseroni, Giuseppe Scintu, Guglielmo Saderi, Giuseppe Rizzi, Piermario Tassi, Vittorio Ferrari, Enrico Di Nicolò, Corrado Stadiotto, Pilade Giuseppe Rossini, Stefano Coronese, Gerardo Caglioni, Pier Luigi Bettati, Angelo Costalonga, Lucio Gregato, Guglielmo Camera, Alessandro Parmiggiani, Ernesto Tomè (18)

STIMMATINI: Padre Fausto Torresendi, (1)

LA NATURA CI SORRIDE SEMPRE E CI ASPETTA, GRAZIE A DIO !

La natura ci sorride sempre e ci aspetta,                                                                                                                                    grazie a Dio !                                                                                                                                                                                                                                                                               (foto di don Albino)

ADORAZIONE, BENEDIZIONE EUCARISTICA E INDULGENZA PLENARIA A TUTTO IL MONDO

ADORAZIONE, BENEDIZIONE EUCARISTICA E INDULGENZA PLENARIA A TUTTO IL MONDO

Venerdì 27 marzo alle ore 18.00 nel sagrato di San Pietro a Roma, con la piazza vuota, Papa Francesco, “in questo tempo di emergenza per l’umanità” invita “i cattolici di tutto il mondo a unirsi spiritualmente in preghiera con lui” con l’Adorazione e la Benedizione eucaristica che sarà impartita “Urbi et orbi” attraverso i mezzi di comunicazione. A tutti coloro che si uniranno spiritualmente a questo momento di preghiera tramite i media sarà concessa l’indulgenza plenaria ”.

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Omelia pronunciata da Papa Francesco al momento di preghiera straordinario in tempo di epidemia

27 marzo 2020 ore 18,00

piazza San Pietro

«Venuta la sera» (Mc 4,35). Così inizia il Vangelo che abbiamo ascoltato. Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo ritrovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti. Come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: «Siamo perduti» (v. 38), così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme.
È facile ritrovarci in questo racconto. Quello che risulta difficile è capire l’atteggiamento di Gesù. Mentre i discepoli sono naturalmente allarmati e disperati, Egli sta a poppa, proprio nella parte della barca che per prima va a fondo. E che cosa fa? Nonostante il trambusto, dorme sereno, fiducioso nel Padre – è l’unica volta in cui nel Vangelo vediamo Gesù che dorme –. Quando poi viene svegliato, dopo aver calmato il vento e le acque, si rivolge ai discepoli in tono di rimprovero: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?» (v. 40).
Cerchiamo di comprendere. In che cosa consiste la mancanza di fede dei discepoli, che si contrappone alla fiducia di Gesù? Essi non avevano smesso di credere in Lui, infatti lo invocano. Ma vediamo come lo invocano: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?» (v. 38). Non t’importa: pensano che Gesù si disinteressi di loro, che non si curi di loro. Tra di noi, nelle nostre famiglie, una delle cose che fa più male è quando ci sentiamo dire: “Non t’importa di me?”. È una frase che ferisce e scatena tempeste nel cuore. Avrà scosso anche Gesù. Perché a nessuno più che a Lui importa di noi. Infatti, una volta invocato, salva i suoi discepoli sfiduciati.
La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità. Ci dimostra come abbiamo lasciato addormentato e abbandonato ciò che alimenta, sostiene e dà forza alla nostra vita e alla nostra comunità. La tempesta pone allo scoperto tutti i propositi di “imballare” e dimenticare ciò che ha nutrito l’anima dei nostri popoli; tutti quei tentativi di anestetizzare con abitudini apparentemente “salvatrici”, incapaci di fare appello alle nostre radici e di evocare la memoria dei nostri anziani, privandoci così dell’immunità necessaria per far fronte all’avversità.
Con la tempesta, è caduto il trucco di quegli stereotipi con cui mascheravamo i nostri “ego” sempre preoccupati della propria immagine; ed è rimasta scoperta, ancora una volta, quella (benedetta) appartenenza comune alla quale non possiamo sottrarci: l’appartenenza come fratelli.
«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Signore, la tua Parola stasera ci colpisce e ci riguarda, tutti. In questo nostro mondo, che Tu ami più di noi, siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato. Ora, mentre stiamo in mare agitato, ti imploriamo: “Svegliati Signore!”.
«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Signore, ci rivolgi un appello, un appello alla fede. Che non è tanto credere che Tu esista, ma venire a Te e fidarsi di Te. In questa Quaresima risuona il tuo appello urgente: “Convertitevi”, «ritornate a me con tutto il cuore» (Gl 2,12). Ci chiami a cogliere questo tempo di prova come un tempo di scelta. Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri. E possiamo guardare a tanti compagni di viaggio esemplari, che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita. È la forza operante dello Spirito riversata e plasmata in coraggiose e generose dedizioni. È la vita dello Spirito capace di riscattare, di valorizzare e di mostrare come le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni – solitamente dimenticate – che non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste né nelle grandi passerelle dell’ultimo show ma, senza dubbio, stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia: medici, infermiere e infermieri, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari, sacerdoti, religiose e tanti ma tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo. Davanti alla sofferenza, dove si misura il vero sviluppo dei nostri popoli, scopriamo e sperimentiamo la preghiera sacerdotale di Gesù: «che tutti siano una cosa sola» (Gv 17,21). Quanta gente esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità. Quanti padri, madri, nonni e nonne, insegnanti mostrano ai nostri bambini, con gesti piccoli e quotidiani, come affrontare e attraversare una crisi riadattando abitudini, alzando gli sguardi e stimolando la preghiera. Quante persone pregano, offrono e intercedono per il bene di tutti. La preghiera e il servizio silenzioso: sono le nostre armi vincenti.
«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». L’inizio della fede è saperci bisognosi di salvezza. Non siamo autosufficienti, da soli; da soli affondiamo: abbiamo bisogno del Signore come gli antichi naviganti delle stelle. Invitiamo Gesù nelle barche delle nostre vite. Consegniamogli le nostre paure, perché Lui le vinca. Come i discepoli sperimenteremo che, con Lui a bordo, non si fa naufragio. Perché questa è la forza di Dio: volgere al bene tutto quello che ci capita, anche le cose brutte. Egli porta il sereno nelle nostre tempeste, perché con Dio la vita non muore mai.
Il Signore ci interpella e, in mezzo alla nostra tempesta, ci invita a risvegliare e attivare la solidarietà e la speranza capaci di dare solidità, sostegno e significato a queste ore in cui tutto sembra naufragare. Il Signore si risveglia per risvegliare e ravvivare la nostra fede pasquale. Abbiamo un’ancora: nella sua croce siamo stati salvati. Abbiamo un timone: nella sua croce siamo stati riscattati. Abbiamo una speranza: nella sua croce siamo stati risanati e abbracciati affinché niente e nessuno ci separi dal suo amore redentore. In mezzo all’isolamento nel quale stiamo patendo la mancanza degli affetti e degli incontri, sperimentando la mancanza di tante cose, ascoltiamo ancora una volta l’annuncio che ci salva: è risorto e vive accanto a noi. Il Signore ci interpella dalla sua croce a ritrovare la vita che ci attende, a guardare verso coloro che ci reclamano, a rafforzare, riconoscere e incentivare la grazia che ci abita. Non spegniamo la fiammella smorta (cfr Is 42,3), che mai si ammala, e lasciamo che riaccenda la speranza.
Abbracciare la sua croce significa trovare il coraggio di abbracciare tutte le contrarietà del tempo presente, abbandonando per un momento il nostro affanno di onnipotenza e di possesso per dare spazio alla creatività che solo lo Spirito è capace di suscitare. Significa trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati e permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità, e di solidarietà. Nella sua croce siamo stati salvati per accogliere la speranza e lasciare che sia essa a rafforzare e sostenere tutte le misure e le strade possibili che ci possono aiutare a custodirci e custodire. Abbracciare il Signore per abbracciare la speranza: ecco la forza della fede, che libera dalla paura e dà speranza.
«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Cari fratelli e sorelle, da questo luogo, che racconta la fede rocciosa di Pietro, stasera vorrei affidarvi tutti al Signore, per l’intercessione della Madonna, salute del suo popolo, stella del mare in tempesta. Da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo scenda su di voi, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio. Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Però Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta. Ripeti ancora: «Voi non abbiate paura» (Mt 28,5). E noi, insieme a Pietro, “gettiamo in Te ogni preoccupazione, perché Tu hai cura di noi” (cfr 1 Pt 5,7).

 


(E’ possibile seguire l’evento tramite TV2000 canale 28