GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU’

Cracovia 31 luglio 2016.

Il Papa alla GMG insieme a un milione di giovani di tutto il mondo.

Papa Francesco insieme a un milione di giovani a Cracovia.

Papa Francesco insieme a un milione di giovani a Cracovia.

“O Signore, tocca i cuore dei terroristi, affinché riconoscano il male delle loro azioni e tornino sulla via della pace e del bene, del rispetto della vita e della dignità di ogni uomo”.

Sgozzato il parroco Jacques Hamel, 86 anni – Rouen Francia

Due uomini armati hanno preso in ostaggio questa mattina un sacerdote e diversi fedeli all’interno di una chiesa vicino Rouen, in Normandia. Gli aggressori, in possesso di coltelli, hanno poi sgozzato il parroco, Jacques Hamel, 86 anni. Poi un altro fedele è in fin di vita.

Esecuzione in stile Daesh
Prima di tagliargli la gola, i due terroristi di Saint-Étienne-du-Rouvray hanno costretto il sacerdote “a mettersi in ginocchio e lui ha cercato di difendersi”. Lo racconta suor Danielle, una delle religiose che stavano assistendo alla Messa, in un’atroce testimonianza a radio RMC. Ha poi affermato che i due hanno filmato la scena. “Si registravano. Hanno fatto una specie di sermone in lingua araba intorno all’altare. Era orribile”. Una modalità purtroppo già vista in tanti video dei terroristi islamisti del Daesh

Hamel665.jpg

Lo Stato islamico ha rivendicato l’attacco nel primo pomeriggio affidando alla sua agenzia, Amaq, un comunicato in cui sostiene che i “soldati” del gruppo “hanno eseguito l’operazione in risposta agli appelli per prendere di mira l’alleanza crociata”.

La condanna islamica
Il Gran Mufti d’Egitto, Sheik Shawki Allam, ha condannato “l’atto terrorista e criminale” che ha avuto luogo oggi a Rouen in Francia e che è stato “commesso da estremisti”. “Tale atto viola tutti gli insegnamenti dell’Islam”, ha aggiunto Allam che ha poi offerto le
condoglianze al popolo francese e alle famiglie delle vittime.

Diverse fonti locali hanno descritto gli attentatori come due squilibrati, ma l’antiterrorismo ha aperto un’inchiesta sul caso confermando la matrice jihadista. Secondo quanto diffuso da diversi media uno dei due assalitori portava un braccialetto elettronico ed era quindi noto alle forze dell’ordine

RIFLESSIONE DI DON GIANCARLO LANFORTI – FIRENZE

SO CHE L’AMORE E’ TUTTO

 

FIRENZE

 

Grazie Albino. Approfitto anch’io per inviare a tutti un fraterno saluto. Invece delle meritate vacanze, sono impegnato nel trasloco e nei lavori di ristrutturazione per la nuova destinazione. Sono stato inviato parroco in un’altra parrocchia fiorentina. E, ovviamente, aumenteranno lavoro e responsabilità…Vi domando una preghiera per questa fase di abbandono (20 anni al Galluzzo non sono pochi) e di incontro con una bella, ma sconosciuta, comunità di 10.000 abitanti. In questi giorni un po’ difficili mi sono tornate utili le parole del Papa che ho rielaborato e che desidero condividere con voi.
Mi sento anch’io come Mosè, uno che si è avvicinato al fuoco e ha lasciato che le fiamme bruciassero le sue ambizioni. Mi sento scalzo rispetto a una terra che mi ostino a credere e considerare santa. Ho imparato a non scandalizzami per le fragilità che scuotono l’animo umano: consapevole di essere io stesso un paralitico guarito.

Con l’olio della speranza e della consolazione, desidero farmi prossimo di ognuno, attento a condividerne soprattutto  l’abbandono e la sofferenza. Avendo accettato di non disporre di me stesso, consegno al Signore il tempo che Egli ci affida da vivere.

So che l’Amore è tutto. E’ il segreto di ogni prete. L’amore è il segreto di ogni comunità parrocchiale, diocesana e della Chiesa intera.

L’amore è quel roveto ardente che ci marchia a fuoco l’esistenza, la conquista e la conforma a quella di Gesù Cristo, verità definitiva della nostra vita. È il rapporto con Lui a custodirlo. Sarà l’amicizia con il  Signore a portarci ad abbracciare la realtà quotidiana con la fiducia di chi crede che l’impossibilità dell’uomo non rimane tale per Dio. Tutto è possibile a Lui.

Sempre  usando le parole di papa Francesco mi sento di dire: “ il presbitero è tale nella misura in cui si sente partecipe della Chiesa, di una comunità concreta di cui condivide il cammino. Il popolo fedele di Dio rimane il grembo da cui egli è tratto, la famiglia in cui è coinvolto, la casa a cui è inviato. Questa comune appartenenza, che sgorga dal Battesimo, è il respiro che libera da un’autoreferenzialità che isola e imprigiona: «Quando il tuo battello comincerà a mettere radici nell’immobilità del molo – richiamava Dom Hélder Câmara – prendi il largo!». Parti! E, innanzitutto, non perché hai una missione da compiere, ma perché strutturalmente sei  un missionario: nell’incontro con Gesù hai sperimentato la pienezza di vita e, perciò, desideri con tutto te stesso che altri si riconoscano in Lui e possano custodire la sua amicizia, nutrirsi della sua parola e celebrarLo nella comunità.

Colui che vive per il Vangelo, entra così in una condivisione virtuosa: il pastore è convertito e confermato dalla fede semplice del popolo santo di Dio, con il quale opera e nel cui cuore vive. Questa appartenenza è il sale della vita del presbitero; fa sì che il suo tratto distintivo sia la comunione, vissuta con i laici in rapporti che sanno valorizzare la partecipazione di ciascuno. In questo tempo povero di amicizia sociale, il nostro primo compito è quello di costruire comunità; l’attitudine alla relazione è, quindi, un criterio decisivo di discernimento vocazionale.” 
Un caro saluto a tutti voi.

                                                                                                                                                                                                                          don Giancarlo

90 ANNI DI MONS. FRANCESCO COLUCCI – BARI

 

 

Mons. Francesco Colucci con l'Arcivescovo di Bari Mons. Francesco Cacucci, il nostro Presidente S. E. Mons. Luigi Mansi e Mons. Alberto D'Urso

Mons. Francesco Colucci con l’Arcivescovo di Bari S. E. Mons. Francesco Cacucci, il nostro Presidente S. E. Mons. Luigi Mansi e Mons. Alberto D’Urso

Il Cenacolo mensile di Venerdì 29 Aprile è stato realizzato presso l’Oasi Santa Maria sulla Murgia di Cassano Venerdì 29 Aprile, in un clima di grande fraternità e di gioia che ha coinvolto anche le suore presenti, giunte dal Messico.

Ci siamo ritrovati in tantissimi, (presbiteri – religiosi e laici) intorno a Mons. Francesco Colucci che per oltre 40° anni ha diretto questo Centro di Spiritualità, per festeggiare il suo 90° compleanno e il 65° anniversario di ordinazione presbiterale.

Sono intervenuti anche il nostro Presidente S. E. Mons. Luigi Mansi a testimoniare l’affetto della nostra famiglia associativa verso questo confratello che giovane ha fatto della Cristi Vivendi forma la sua regola di vita e l’Arcivescovo di Bari S. E. Mons. Francesco Cacucci che all’ Omelia della Concelebrazione Eucaristica ha voluto ricordare il suo “vecchio” Direttore Spirituale di Seminario, e additare l’esemplare itinerario di vita presbiterale e pastorale, che ha portato Mons. Colucci a ricevere la fiducia di due Vescovi Mons. Magrassi e il Card. Ballestrero, che lo hanno voluto Vicario Generale della Diocesi di Bari – Bitonto e poi Vicario Episcopale per il Clero.

Mons. Colucci è stato ed è ancora punto di riferimento per la direzione spirituale e per le confessioni di moltissimi sacerdoti e laici presso l’Oasi affidata ormai ad altre mani. Parlando della sua esperienza associativa ha affermato: Ho conosciuto l’UAC mentre frequentavo il quarto anno di Teologia nel Pontificio Seminario di Molfetta. Ordinato sacerdote il 9 Luglio del 1950, ho dato inizio all’UAC nella mia diocesi di Bari, divenendone direttore per dieci anni.

“Posso testimoniare che è stata una esperienza che ha contribuito ad alimentare spiritualmente e pastoralmente la vita dei sacerdoti come hanno testimoniato gli stessi Vescovi, che non poche volte hanno partecipato agli incontri incoraggiandone la fedeltà”.

DIOCESI DI PADOVA: mons. Guido Galeazzo è ritornato al Padre

Mons. Guido Galeazzo

Mons. Guido Galeazzo

Diamo notizia della scomparsa di un nostro confratello, mons. Guido Galeazzo, iscritto all’UAC, che ha onorato il presbiterio della nostra diocesi con un servizio particolarmente legato alla promozione delle vocazioni al ministero ordinato.

Mercoledì delle Ceneri, 10 febbraio, verso le ore 16, dopo alcuni giorni di agonia, ha concluso la sua vita terrena  mons. Guido Galeazzo, all’età di 93 anni.

Nato a Chiesanuova nel 1922, è stato ordinato prete nel 1946 da mons. Carlo Agostini, con la classe di mons. Luigi Sartori e mons. Marco Restiglian.

Ha vissuto i primi anni di ministero come cooperatore a San Prosdocimo con don Antonio Varotto.

E’ passato poi in seminario come incaricato dell’Opera san Gregorio Barbarigo per le vocazioni: è stata la  vocazione specifica della sua vita. Nel 1982 ha svolto il compito di cerimoniere per qualche mese all’ingresso a Padova di mons. Filippo Franceschi

E’ stato cappellano della casa madre delle Dimesse, assistente dei Sacristi, delle familiari del clero, del Serra Club.

Nel 1981, canonico onorario, nel 1984 canonico effettivo.

Nel  1995, a 73 anni, inizia il suo servizio, come animatore spirituale all’Opera della Provvidenza, con un’animazione particolare quella dei confratelli bisognosi di cure infermieristiche continue ,degenti in quell’Istituto, fino ad oltre novant’anni.

Un prete sereno e fedele

Don Guido era sicuramente una delle figure più familiari in Diocesi, soprattutto tra i preti. Poteva essere una icona esemplare del prete padovano per tanti aspetti: era semplice ed essenziale, sempre all’opera e in movimento, umano e alla buona nei rapporti, dalla pietà robusta e senza pose, rispettoso quasi religiosamente nella obbedienza, affidabile e scrupoloso nel servizio, distaccato dalle cose e, soprattutto, sempre lieto e positivo. Leggi altro ›

ABBRACCIO STORICO

RV13298_Articolo[1]12 febbraio 2016

Giornata storica per la cristianità e il mondo. Papa Francesco e il Patriarca Kirill si incontrano come fratelli nella fede a Cuba.

“Rendiamo grazie a Dio, glorificato nella Trinità, per questo incontro, il primo nella storia. Con gioia ci siamo ritrovati come fratelli nella fede cristiana che si incontrano per «parlare a viva voce» (2 Gv 12), da cuore a cuore, e discutere dei rapporti reciproci tra le Chiese, dei problemi essenziali dei nostri fedeli e delle prospettive di sviluppo della civiltà umana” (Dichiarazione comune).

GIUBILEO DEI SACERDOTI 1-3 GIUGNO 2016 LETTERA INVITO

Pubblichiamo la lettera invito di S. E. Mons. Fisichella per il Giubileo dei sacerdoti che si terrà a Roma dal 1 al 3 giugno 2016. Tutti siamo invitati a partecipare. Buon Natale! Buon Anno! Buon Giubileo!

UAC LETTERA MONS. FISICHELLA

Mons. Luigi Mazzuccato è ritornato al Padre

Mazzuccato don Luigi foto

Don Luigi Mazzuccato, storico Direttore di medici con l’Africa Cuamm e fedele aderente all’UAC è ritornato alla casa del Padre il 7 dicembre 2015 a Padova.

Uomo di grande statura intellettuale, con una straordinaria capacità di conciliare profezia e realismo è stato guida salda, e soprattutto maestro di vita per i tanti che lo hanno conosciuto. Nel 1955 raccolse la sfida di guidare il Cuamm, portata avanti con dedizione e impegno, accompagnati dalla tendenza a cercare di più il positivo che il negativo delle persone e degli eventi, ma soprattutto con determinazione e coraggio. Leggi altro ›