Pregare nell’orizzonte di papa Francesco

Riflessioni a margine dell’invito a pregare il rosario per invocare il soccorso divino in questo tempo di pandemia.
Pregare non ha bisogno di premesse. Sarebbe già una cessione della propria autonomia! Specie poi se pregare viene scambiato con una riflessione filosofica o teologica su Dio. Può essere bello, ma rimane uno studio, non è preghiera; è una preparazione, una riflessione, una meditazione, ma non è preghiera. Quando mi fermo e comincio a pregare, è allora che prego. Quando un ragazzo e una ragazza si piacciono, cominciano a studiarsi reciprocamente, a chiedere informazioni l’uno dell’altro, ma non stanno ancora dialogando. Non si conoscono ancora perché parlano dell’altro ma non con l’altro. Immaginare chi è la persona con cui voglio cominciare a parlare non è conoscersi. La riflessione e lo studio sono importanti, non sono inutili, ma restano solo ipotesi per immaginare chi sia la persona con cui si vuole parlare. Non è ancora parlargli. È solo quando mi avvicino e do del tu a quella persona che finalmente comincio a conoscerla davvero, e tutte le informazioni che ho raccolto finora e le idee che mi sono fatto non servono più, diventano inutili.
La preghiera significa cominciare a dare del tu a Dio. Parte solo dopo che ho abbandonato le mie ipotesi e aver dato un taglio alle mie fantasticherie. La ragione e l’immaginazione descrivono l’altro sempre con un pronome alla terza persona. L’altro così rimane una ipotesi. La preghiera chiama l’altro e gli parla sempre con il pronome alla seconda persona. È l’inizio della sua conoscenza. Descrivere la preghiera senza averla mai sperimentata è possibile e anche facile, dal momento che si potrebbero avanzare infinite ipotesi; sperimentare la preghiera e poi descriverla è impossibile perché qualunque parola potrei usare non è mai sufficiente a ripetere il silenzio che ho udito. La preghiera solca la differenza tra lo scitum e il creditum, tra il sapere e il credere. Il sapere soggiace per natura all’eteronomia, dacché ho bisogno di fonti esterne e delle loro leggi per saziare la mia intelligenza. Credere invece mi fa partecipare al modo di essere di Dio. Si chiama partecipazione alla Teonomia, parola apparentemente difficile, il cui senso ci è venuto a dispiegare Gesù quando si è fatto uomo per farci come Dio, mettendo nei nostri cuori il suo Spirito, una legge non incisa sulla pietra ma nella carne.
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3 maggio 2021 – CONVEGNO ON LINE ORGANIZZATO DA “PRESBYTERI”.

domenica della divina misericordia

Domenica della divina misericordia

“Beati quelli che pur non avendo visto crederanno” (Gv 20,29).
La domenica della divina misericordia è una festività cattolica istituita nel 2000 da papa Giovanni Paolo II e dedicata alla divina misericordia. Nell’anno liturgico della Chiesa cattolica viene celebrata nel giorno della domenica in Albis, ovvero la domenica successiva a Pasqua.
“Il Signore è paziente e misericordioso, lento all’ira e grande nell’amore” (Sal 145, 1

VIA CRUCIS IN PIAZZA SAN PIETRO 2 APRILE 2021

IL PRETE DEI TERREMOTATI

Diocesi di Camerino

IL PRETE DEI TERREMOTATI CELEBRA LA LITURGIA CELESTE

Lunedì 29 marzo 2021 c’è stato funerale di don Nello Tranzocchi (Covid) ex vicario generale ed ex cappellano militare. Don Nello, il prete dei terremotati

Mentre nelle parrocchie stavano per iniziare le celebrazioni della domenica delle palme, 28 marzo 2021, don Nello Tranzocchi è stato associato alla liturgia celeste per celebrare l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme unito al coro degli angeli e dei santi in Paradiso.

La sua forte fibra aveva retto bene il terremoto del 1997 e ancor più quello del 2016, nonché un delicato e rischioso intervento cardiologico, ma non ha superato l’effetto devastante del Covid 19.

Don Nello era nato l’11 gennaio 1941 nella frazione di Nemi che fino al 1 gennaio 2017  apparteneva al comune di Fiordimonte, quando questo si fuse con quello di Pievebogliana. assumendo il nome di Valfornace. Leggi altro ›

AUGURI DI UNA SANTA E SERENA PASQUA

La redazione presenta gli AUGURI a tutti i visitatori

di una santa e serena Pasqua.

Aspettiamo fiduciosi tempi migliori.

DOMENICA DELLE PALME

Madaba, Jordan – November 25, 2016: Jesus Christ Palm Sunday Donkey Mosaic Saint George’s Greek Orthodox Church Madaba Jordan. Church was created in the late 1800s and houses many famous mosaics

Nel cristianesimo, la Domenica delle Palme è la domenica che precede la Pasqua. In questo giorno si ricorda il trionfale Ingresso a Gerusalemme di Gesù, in sella a un asino e osannato dalla folla che lo salutava agitando rami di palma; la folla, radunata dalle voci dell’arrivo di Gesù, stese a terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli alberi intorno, e agitandoli festosamente gli rendevano onore.

ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE

Annunciazione del Signore – 25 marzo 2021
Veneriamo la Vergine Maria con le sublimi parole del Sommo Poeta (oggi è la sua giornata nazionale nei 700 anni della sua nascita )
e la stupenda pittura di Leonardo da Vinci dell’Annunciazione. E chi più grande di loro?
“Vergine Madre, Figlia del tuo Figlio,
umile ed alta più che creatura,
termine fisso d’eterno consiglio.
Tu sei colei che l´umana natura
nobilitasti, sì che il suo fattore,
non disdegnò di farsi tua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l´amore,
per lo cui foco nell’eterna pace,
così è germinato questo fiore.
Qui sei a noi meridiana face,
di caritate e giuso intra i mortali
sei di speranza fontana vivace.
Donna, sei tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre,
sua disianza vuol volar senz´ali.
La tua benignità non pur soccorre
a chi dimanda, ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre.
In te misericordia, in te pietade,
in te magnificenza, in te s´aduna,
quantunque in creatura è di bontade.
“Vergine Madre, Figlia del tuo Figlio,
umile ed alta più che creatura,
termine fisso d’eterno consiglio.
Tu sei colei che l´umana natura
nobilitasti, sì che il suo fattore,
non disdegnò di farsi tua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l´amore,
per lo cui foco nell’eterna pace,
così è germinato questo fiore.
Qui sei a noi meridiana face,
di caritate e giuso intra i mortali
sei di speranza fontana vivace.
Donna, sei tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre,
sua disianza vuol volar senz´ali.
La tua benignità non pur soccorre
a chi dimanda, ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre.
In te misericordia, in te pietade,
in te magnificenza, in te s´aduna,
quantunque in creatura è di bontade”.
Dante Alighieri – Canto XXXIII
Bellissima pittura di Leonardo da Vinci – “Annunciazione”.