CONVEGNO NAZIONALE UAC A LORETO

Gruppo dei partecipanti al Convegno sul sagrato della Basilica di Loreto

Il Convegno nazionale UAC si è tenuto a LORETO dal 27 – 29 novembre 2017 nella Casa Accoglienza Pellegrini. Il tema del Convegno è stato il “discernimento e identità vocazionale. La conversione al discernimento dei ministri ordinati, Vescovi, Presbiteri, Diaconi, alla luce del recente magistero”.
Il primo giorno, dopo i saluti del Presidente S. E. Mons. Luigi Mansi vi è stata la Prima relazione tenuta da don Nico Dal Molin sul tema generale dello stesso Convegno. I convegnisti hanno apprezzato l’intervento di don Nico e hanno espresso il desiderio di avere la relazione scritta per poterla ancora approfondire. La giornata ha avuto il suo momento culminante nella celebrazione dei Vespri e della Messa nella Basilica inferiore del Santuario.

Don Nico Dal Molin

Dopo la cena nel “caminetto” ogni convegnista si è presentato ed ha espresso le sue attese sia dal Convegno che dalla esperienza dell’UAC.
Il secondo giorno è stato caratterizzato dalla relazione di S. E. Mons. Antonio Stagliano’ su “All’udire queste parole si sentirono trafiggere il cuore (Atti, 2, 37): annuncio del discernimento vocazionale nel mondo giovanile oggi”. L’entusiasmo, la forza delle parole intercalate da canti e profonde citazioni a braccio di Mons. Staglianò hanno tenuto l’uditorio sempre in attenzione. Un grazie a Mons. Stagliano per la sua testimonianza e l’attenzione ai giovani.

 

S. E. Mons. Antonio Staglianò tiene la sua appassionata relazione

I convegnisti ascoltano con attenzione la relazione di Mons. Staglianò

 Nel Convegno vi sono stati poi dei “Laboratori” per Aree geografiche sulle due relazioni e i “Cenacoli” sul questionario UAC 2017 in modo da individuare un futuro proficuo per l’UAC. Nella serata del secondo giorni si è potuto apprezzare la dedizione e l’appassionato impegno di don Nino Carta per l’evangelizzazione anche attraverso la musica. Il suo Concerto con Serena Porcu e un gruppo della sua parrocchia di Buddusò ha coinvolto piacevolmente tutti con i complimenti per questa esibizione.

Don Nino Carta e Teresa Porcu si esibiscono nel gioioso concerto

 

I partecipanti alla Tavola Rotonda

Nella mattinata del terzo giorno vi è stata la Tavola rotonda su “racconti e storie di discernimento”. Tra gli altri interventi vi è stato quello Suor Gina Masi di Camerino e della famiglia Cavallari del centro vocazionale Faenza. Il coordinatore è don Gian Paolo Cassano.

Messa conclusiva nella Basilica inferiore di Loreto

Particolarmente partecipate sono state le concelebrazioni presiedute da S. E. Mons. Antonio Staglianò e, l’ultimo giorno, dal nuovo arcivescovo prelato di Loreto e delegato pontificio per il Santuario Lauretano e la basilica di Sant’Antonio in Padova S. E. Mons. Fabio Dal Cin, sacerdote della diocesi di Vittorio Veneto.
I partecipanti del Convegno erano 72 provenienti da tutta Italia. Il Presidente dell’UAC Mons. Luigi Mansi si è complimentato con tutti e in particolare con i relatori e il Consiglio nazionale per l’impegno nell’organizzazione del Convegno.

Don Albino Sanna, segretario nazionale

Assemblea Internazionale UAC a Roma

ASSEMBLEA INTERNAZIONALE UAC

L’assemblea internazionale UAC si è riunita a Roma il 13 – 17 Novembre 2017 ed ha riconfermato come Presidente interazionale il Can. Giuseppe Magrin. L’Assemblea ha avuto anche l’Udienza di Papa Francesco.
Mentre ci uniamo nella preghiera per un presente e un futuro proficuo per l’UAC, ci complimentiamo e formuliamo i nostri AUGURI al dinamico Presidente Giuseppe Magrin per il suo mandato e presentiamo il discorso del Santo Padre all’UAC.

Udienza di Papa Francesco all’Assemblea internazionale UAC a Roma

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
AI PARTECIPANTI ALL’ASSEMBLEA INTERNAZIONALE DELLA
CONFEDERAZIONE UNIONE APOSTOLICA DEL CLERO
Sala del Concistoro

Giovedì, 16 novembre 2017

Cari sacerdoti, cari fratelli e sorelle!
«Ecco, com’è bello e com’è dolce che i fratelli vivano insieme!» (Sal 133,1). Questi versetti del salmo vanno bene dopo le parole di Mons. Magrin, appassionato presidente della Confederazione internazionale Unione Apostolica del Clero. È davvero una gioia incontrarsi e sentire la fraternità che nasce tra noi, chiamati al servizio del Vangelo sull’esempio di Cristo, Buon Pastore. A ciascuno di voi rivolgo il mio cordiale saluto, che estendo ai rappresentanti della Unione Apostolica dei Laici.
In questa Assemblea state riflettendo sul ministero ordinato “nella, per e con la comunità diocesana”. In continuità con gli incontri precedenti, intendete focalizzare il ruolo dei pastori nella Chiesa particolare; e in questa rilettura, la chiave ermeneutica è la spiritualità diocesana che è spiritualità di comunione al modo della comunione Trinitaria. Mons. Magrin ha sottolineato quella parola, “diocesanità”: è una parola-chiave. In effetti, il mistero della comunione Trinitaria è l’alto modello di riferimento della comunione ecclesiale. San Giovanni Paolo, nella Lettera apostolica Novo millennio ineunte, ricordava che «la grande sfida che ci sta davanti nel millennio che inizia» è proprio questa: «fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione» (n. 43). Questo comporta, in primo luogo, «promuovere una spiritualità della comunione», che diventi come un «principio educativo in tutti i luoghi dove si plasma l’uomo e il cristiano» (ibid.). E oggi abbiamo tanto bisogno di comunione, nella Chiesa e nel mondo.
Si diventa esperti di spiritualità di comunione anzitutto grazie alla conversione a Cristo, alla docile apertura all’azione del suo Spirito, e all’accoglienza dei fratelli. Come ben sappiamo, la fecondità dell’apostolato non dipende solo dall’attività e dagli sforzi organizzativi, pur necessari, ma in primo luogo dall’azione divina. Oggi come in passato sono i santi i più efficaci evangelizzatori, e tutti i battezzati sono chiamati a tendere alla misura alta della vita cristiana, cioè alla santità. A maggior ragione questo concerne i ministri ordinati. Penso alla mondanità, alla tentazione della mondanità spirituale, tante volte nascosta nella rigidità: una chiama l’altra, sono “sorellastre”, una chiama l’altra. La Giornata Mondiale di preghiera per la santificazione del Clero, che si celebra ogni anno nella festa del Sacro Cuore di Gesù, costituisce un’occasione propizia per implorare dal Signore il dono di zelanti e santi ministri per la sua Chiesa. Per realizzare quest’ideale di santità, ogni ministro ordinato è chiamato a seguire l’esempio del Buon Pastore che dà la vita per le sue pecore. E dove attingere questa carità pastorale se non nel cuore di Cristo? In esso il Padre celeste ci ha colmati di infiniti tesori di misericordia, tenerezza e amore: qui possiamo sempre trovare l’energia spirituale indispensabile per irradiare nel mondo il suo amore e la sua gioia. E a Cristo ci conduce, ogni giorno, anche la relazione filiale con la nostra Madre, Maria Santissima, specialmente nella contemplazione dei misteri del Rosario.
Strettamente unito con il cammino della spiritualità è l’impegno nell’azione pastorale al servizio del popolo di Dio, visibile nell’oggi e nella concretezza della Chiesa locale: i pastori sono chiamati a essere “servi saggi e fedeli” che imitano il Signore, cingono il grembiule del servizio e si chinano sul vissuto delle proprie comunità, a comprenderne la storia e a vivere le gioie e i dolori, le attese e le speranze del gregge loro affidato. Il Concilio Vaticano II infatti ha insegnato che il modo proprio con cui i ministri ordinati raggiungono la santità è «nell’esercitare le proprie funzioni con impegno sincero e instancabile nello Spirito di Cristo»; «essi infatti sono ordinati alla perfezione della vita in forza delle stesse sacre azioni che svolgono quotidianamente, come anche di tutto il loro ministero» (Decr. Presbyterorum Ordinis, 12).
Voi giustamente sottolineate che i ministri ordinati acquisiscono un giusto stile pastorale anche coltivando reciproci rapporti fraterni e partecipando al cammino pastorale della loro Chiesa diocesana, ai suoi appuntamenti, ai progetti e alle iniziative che traducono operativamente le linee programmatiche. Una Chiesa particolare ha un volto, ritmi e scelte concrete; va servita con dedizione ogni giorno, testimoniando la sintonia e l’unità che viene vissuta e sviluppata con il vescovo. Il cammino pastorale della comunità locale ha come punto di riferimento imprescindibile il piano pastorale della diocesi, il quale va anteposto ai programmi delle associazioni, dei movimenti e di qualsiasi gruppo particolare. E questa unità pastorale, di tutti intorno al vescovo, farà unità nella Chiesa. Ed è molto triste quando in un presbiterio troviamo che questa unità non esiste, è apparente. E lì dominano le chiacchiere, le chiacchiere distruggono la diocesi, distruggono l’unità dei presbiteri, fra loro e col vescovo. Fratelli sacerdoti, io mi raccomando, per favore: sempre vediamo cose brutte negli altri, sempre – perché le cataratte a quest’occhio non vengono –, gli occhi sono pronti a vedere le cose brutte, ma mi raccomando di non arrivare alle chiacchiere. Se io vedo cose brutte, prego o, come fratello, parlo. Non faccio il “terrorista”, perché le chiacchiere sono un terrorismo. Le chiacchiere sono come buttare una bomba: distruggo l’altro e me ne vado tranquillo. Per favore, niente chiacchiere, sono il tarlo che mangia il tessuto della Chiesa, della Chiesa diocesana, dell’unità fra tutti noi.
La dedizione alla Chiesa particolare poi va sempre espressa con un respiro più grande che rende attenti alla vita di tutta la Chiesa. La comunione e la missione sono dinamiche correlative. Si diventa ministri per servire la propria Chiesa particolare, nella docilità allo Spirito Santo e al proprio Vescovo e in collaborazione con gli altri presbiteri, ma con la consapevolezza di essere parte della Chiesa universale, che varca i confini della propria diocesi e del proprio Paese. Se la missionarietà, infatti, è una proprietà essenziale della Chiesa, lo è soprattutto per colui che, ordinato, è chiamato a esercitare il ministero in una comunità per sua natura missionaria, e ad essere educatore alla mondialità – non alla mondanità, alla mondialità! La missione, infatti, non è una scelta individuale, dovuta a generosità individuale o magari a delusioni pastorali, ma è una scelta della Chiesa particolare che si rende protagonista nella comunicazione del Vangelo a tutte le genti.
Cari fratelli sacerdoti, prego per ciascuno di voi e per il vostro ministero, e per il servizio dell’Unione Apostolica del Clero. E prego anche per voi, cari fratelli e sorelle. Vi accompagni la mia benedizione. E mi raccomando: non dimenticatevi anche di pregare per me, perché anch’io ho bisogno di preghiere! Grazie

 

 

CONVEGNO NAZIONALE UAC A LORETO

Lunedì 27 novembre 2017 inizierà il CONVEGNO NAZIONALE UAC A LORETO

Pubblichiamo la notizia apparsa in Avvenire il 25 novembre a pag.  17, con l’intervista al nostro Presidente S. E. Mons. Luigi Mansi.

 

I partecipanti al Convegno nazionale dell’UAC sono pregati di inviare la loro adesione, compilando la scheda (vedi sotto),

entro e non oltre il 2o novembre 2017. INVIARE L’ADESIONE o per posta ordinaria a Unione Apostolica del Clero, via T. Valfrè 11 – 00165 

ROMA RM, o via E-mail (vedi “contatti” nel Sito). Grazie.

CONVEGNO NAZIONALE
LORETO

27 – 29 novembre 2017

Discernimento e identità vocazionale.

La conversione al discernimento dei ministri ordinati, Vescovi, Presbiteri, Diaconi, alla luce del recente magistero.

Loreto – Casa Accoglienza Pellegrini
Palazzo Illirico
Piazza della Madonna, 41
60025 LORETO AN

PROGRAMMA

Primo giorno
Lunedì 27 novembre 2017

ore 16,00: Saluti e apertura del Convegno

Ore 16, 30: Prima relazione
Relatore: don Nico Dal Molin: Discernimento e identità vocazionale. La conversione al discernimento dei ministri ordinati, Vescovi, Presbiteri, Diaconi, alla luce del recente magistero.
Dialogo col relatore

18,30: Vespri e Messa – Basilica inferiore del Santuario.
20,00: Cena
Caminetto
Secondo giorno
Martedì 28 novembre 2017
Ore 7, 30 Lodi – Colazione

ore 9,00: Seconda relazione
Relatore: Mons. Antonio Stagliano’: All’udire queste parole si sentirono trafiggere il cuore (Atti, 2, 37): annuncio del discernimento vocazionale nel mondo giovanile oggi.

11,30: Laboratori per Aree (Nord – Centro – Sud) sulle due relazioni.
13,00: Pranzo
Ore 15,30: intervento di Sovvenire

Ore 16,00 Cenacoli sul questionario UAC 2017 per gruppi ristretti
Vespri nei Cenacoli

ore 18,00: Messa in Basilica
20,00: Cena
21,00: Concerto di don Nino Carta e Serena Porcu

Terzo giorno
Mercoledì 29 novembre 2017

Ore 7,30 Lodi e Messa nella Cripta del Crocefisso
Colazione

Ore 9,00: Tavola rotonda: racconti e storie di discernimento .
Animatori:
– Suor Gina Masi PG di Camerino
– Famiglia Cavallari del centro vocazionale Faenza
– Giacomo Celentano (figlio di Adriano)

Coordinatore: don Gian Paolo Cassano

CONCLUSIONI
Ore 12,00: Pranzo

Partenze

Scheda di partecipazione

Cognome_____________________________

Nome________________________________

Nato a__________________ il ______________

Indirizzo (residenza)___________________

CAP________CITTA’__________________

DIOCESI_____________________________

Tel. _________________________________

Cell. ________________________________

E-mail ______________________________

Partecipo al Convegno nazionale UAC 2017 a Loreto:

Pensione completa (160,00)

Solo partecipazione ai lavori (20,00)

Singoli pasti (15,00)

Firma ______________________________

SPEDIRE A
Unione Apostolica del Clero
Federazione italiana
Via T. Valfrè, 11
00165 ROMA RM

O via E-mail

Come raggiungere Loreto
In Aereo
Aeroporto di Falconara Marittima, da cui è possibile raggiungere Loreto in trenta minuti con servizio taxi, oppure affittando un’automobile. In alternativa Servizio autobus o Taxi fino alla stazione ferroviaria di Ancona.
In Auto
Autostrada “A14 Bologna-Taranto”, uscita a “Loreto-Porto Recanati”, e percorrere circa 3 chilometri.
In Treno
Linea “Ancona-Pescara”, stazione di Loreto, oppure autobus Ancona-Loreto. Loreto è dotata di una stazione ferroviaria distante circa 2 chilometri dal centro storico, in direzione mare.
– Portare camice e stola
– PARCHEGGI
Il parcheggio in Via Ungheria a Loreto nei giorni feriali del Convegno è libero.
Si può arrivare a Loreto anche il 27 mattina. L’eventuale pranzo del 27 novembre tuttavia non è compreso nella quota della pensione completa.

 

CATANZARO – L’UAC PREGA PER MONS. IGNAZIO SCHINELLA

CATANZARO 02 NOVEMBRE 

Mons. Ignazio Schinella

La comunità ecclesiale calabrese è in lutto per la dipartita alla Casa del Padre di Mons. Ignazio Schinella, deceduto questa mattina in un incidente stradale avvenuto ad Arena, suo paese natio.

Mons. Schinella era un apprezzato membro del Centro Studi dell’UAC. Ricordiamo la sua disponibilità, competenza, preparazione teologica e pastorale.

Aveva 68 anni e per molti decenni ha servito la Chiesa Calabrese come rettore e padre spirituale il Seminario Regionale “San Pio X” di Catanzaro. Prezioso anche il ruolo di docente di teologia morale nell’Istituto Teologico Calabro, dove era stato anche direttore.

Da diversi anni era stato chiamato come docente ordinario di teologia morale nella Pontificia Facoltà Teologia di Napoli, dove, da qualche mese, era stato eletto Vice Preside e Decano della stessa Facoltà.

Innumerevoli le pubblicazioni ed i contributi di carattere teologico e morale. Amava la Calabria e la pietà popolare. Lascerà a tutti un bel ricordo come padre, fratello ed amico

DA PADOVA: RICORDO DI DON DINO BREGGION

Morte di don Dino Breggion. Assicuriamo la preghiera di suffragio e l’impegno a seguire la sua testimonianza. 

Don Dino Breggion

Don Dino Breggion si è congedato serenamente da questa vita nel primo pomeriggio di domenica 15 ottobre all’Opera della Provvidenza Sant’Antonio. Aveva partecipato alla concelebrazione domenicale dell’Eucaristia, aveva pranzato con gli altri confratelli ospiti della casa, poi un breve malore, l’arrivo del medico che ha fatto appena in tempo a cogliere una sua parola di congedo. Don Dino era arrivato all’Opera della Provvidenza nel maggio del 2016, quando le sue condizioni avevano richiesto un’assistenza qualificata. Ha trascorso un anno in compagnia con l’ossigeno, ma con lucidità e serenità. Gli ultimi anni della permanenza a Piove di Sacco erano stati segnati da un progressivo ridursi delle sue energie, ma era sempre rimasto in casa, assistito dalla fedele Luigina, che aveva cominciato ad aiutarlo in canonica ancora a Cervarese Santa Croce, quando don Dino aveva con sè i genitori. Da allora l’aveva sempre seguito ed aiutato in canonica e nella pastorale.
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PAPA FRANCESCO AI PRETI A BOLOGNA

PAROLE DEL SANTO PADRE – Cattedrale di San Pietro (Bologna) – Domenica, 1° ottobre 2017
La fraternità nella vita dei preti è una esigenza evangelica.


La diocesanità.
Noi non possiamo giudicare la vita di un presbitero diocesano senza domandarci come vive la diocesanità. E la diocesanità è una esperienza di appartenenza: tu appartieni a un corpo che è la diocesi. Questo significa che tu non sei un “libero”, come nel calcio, non sei un libero – nel calcio amatoriale c’è il libero –. No, non sei un “libero”. Sei un uomo che appartiene a un corpo, che è la diocesi, alla spiritualità e alla diocesanità di quel corpo; e così è anche il consiglio presbiterale, il corpo presbiterale. Credo che questo lo dimentichiamo tante volte, perché senza coltivare questo spirito di diocesanità diventiamo troppo “singoli”, troppo soli con il pericolo di diventare anche infecondi o con qualche… – diciamolo delicatamente – nervosismo, un po’ innervositi per non dire nevrotici, e così un po’ “zitelloni”. E’ il prete solo, che non ha quel rapporto con il corpo presbiterale. “Vae soli!”, dicevano i Padri del deserto (cfr Ecclesiaste 4,10 Vulg.), “guai a chi è solo”, perché finirà male.
Il clericalismo
Ma inoltre c’è il popolo di Dio, che non entra nel collegio presbiterale, ma entra nella Chiesa diocesana. E vivere la diocesanità è anche viverla col popolo di Dio. Il sacerdote deve domandarsi: com’è il mio rapporto col popolo santo di Dio? E lì c’è un brutto difetto, un brutto difetto da combattere: il clericalismo. Cari sacerdoti, noi siamo pastori, pastori di popolo, e non chierici di Stato… Il nostro clericalismo è molto forte, molto forte; e ci vuole una conversione grande, continua per essere pastori. Abbiamo finito di leggere – non so se anche nella Liturgia italiana, perché io continuo con il Breviario argentino – il De pastoribus [di sant’Agostino] nell’Ufficio delle Letture, e lì si vede chiaramente che Agostino ci fa vedere com’è un pastore, ma non uno clericale, un pastore di popolo, che non vuol dire un populista, no, pastore di popolo, cioè vicino al popolo perché è stato inviato lì a far crescere il popolo, a insegnare al popolo, a santificare il popolo, ad aiutare il popolo a trovare Gesù Cristo. Invece, il pastore che è troppo clericale assomiglia a quei farisei, a quei dottori della legge, a quei sadducei del tempo di Gesù: soltanto la mia teologia, il mio pensiero, quello che si deve fare, quello che non si deve fare, chiuso lì, e il popolo è là; mai interloquire con la realtà di un popolo…
La sinodalità
Il pastore deve avere un rapporto – e questa è sinodalità – un triplice rapporto con il popolo di Dio: stare davanti, per far vedere la strada, diciamo il pastore catechista, il pastore che insegna la strada; in mezzo, per conoscerli: vicinanza, il pastore è vicino, in mezzo al popolo di Dio; e anche dietro, per aiutare quelli che rimangono in ritardo e anche a volte per lasciare al popolo di vedere – perché sa, “annusa” bene popolo –, per vedere quale strada scegliere: le pecorelle hanno il fiuto per sapere dove ci sono i pascoli buoni. Ma non solo dietro, no. Muoversi nelle tre [posizioni]: davanti, in mezzo e dietro. Un bravo pastore deve fare questo movimento.
Il carrierismo.
Ci sono due “pesti” forti: questa è una. Gli arrampicatori, che cercano di farsi strada e sempre hanno le unghie sporche, perché vogliono andare su. Un arrampicatore è capace di creare tante discordie nel seno di un corpo presbiterale. Pensa alla carriera: “Adesso finisco in questa parrocchia e mi daranno un’altra più grande…”. E’ interessante: l’arrampicatore, quando finisce in una e il vescovo gliene dà un’altra non tanto “alta”, più “bassa”, si offende. Si offende! “Ma no: a me tocca quella!”. Non ti tocca niente, a te tocca soltanto il servizio. Le cose dobbiamo dirle così, chiaramente. Gli arrampicatori fanno tanto male all’unione comunitaria del presbiterio, tanto male, perché sono in comunità ma fanno così per andare avanti loro.
Il chiacchiericcio
L’altro vizio frequente è il chiacchiericcio. “Ma quello…” – “Hai visto questo…” – “Si dice di questo…” – “Si dice di questo…”. E la fama del fratello prete viene sporcata, finisce sporcata, la fama si rovina. Distruggere la fama degli altri. Il chiacchiericcio è un vizio, un vizio “di clausura”, diciamo noi. Quando c’è un presbiterio dove ci sono tanti uomini con l’anima chiusa, c’è il chiacchiericcio, sparlare degli altri. “Ti ringrazio, Signore, perché non sono come gli altri, e neppure come quel pubblicano” (cfr Lc 18,11), “grazie a Dio che non sono come quello!”. Questa è la musica del chiacchiericcio, anche del chiacchiericcio clericale. L’arrampicamento e il chiacchiericcio sono due vizi propri del clericalismo.

CONVEGNO NAZIONALE DI LORETO

CONVEGNO NAZIONALE UAC 2017
LORETO
27 – 29 novembre 2017

Santuario di Loreto

TEMA: Discernimento e identità vocazionale.
La conversione al discernimento dei ministri ordinati, Vescovi, Presbiteri, Diaconi, alla luce del recente magistero.
Loreto – Casa Accoglienza Pellegrini
Palazzo Illirico
Piazza della Madonna, 41
60025 LORETO AN

PROGRAMMA
Primo giorno
Lunedì 27 novembre 2017
ore 16,00: Saluti e apertura del Convegno
Ore 16, 30: Prima relazione
Relatore: don Nico Dal Molin: La conversione al discernimento dei ministri ordinati, Vescovi, Presbiteri, Diaconi, alla luce del recente magistero – discernimento e identità vocazionale.
Dialogo col relatore
18,30: Vespri e Messa – Basilica inferiore del Santuario.
20,00: Cena
Caminetto
Secondo giorno
Martedì 28 novembre 2017
Ore 7, 30 Lodi – Colazione
ore 9,00: Seconda relazione
Relatore: Mons. Antonio Stagliano’: All’udire queste parole si sentirono trafiggere il cuore (Atti, 2, 37): annuncio del discernimento vocazionale nel mondo giovanile oggi.
11,30: Laboratori per Aree (Nord – Centro – Sud) sulle due relazioni.
13,00: Pranzo
Ore 15,30: intervento di Sovvenire
Ore 16,00 Cenacoli sul questionario UAC 2017 per gruppi ristretti
Vespri nei Cenacoli
ore 18,00: Messa in Basilica
20,00: Cena
21,00: Concerto di don Nino Carta e Serena Porcu

Terzo giorno
Mercoledì 29 novembre 2017
Ore 7,30 Lodi e Messa nella Cripta del Crocefisso
Colazione
Ore 9,00: Tavola rotonda: racconti e storie di discernimento .
Animatori:
– Suor Gina Masi PG di Camerino
– Famiglia Cavallari del centro vocazionale Faenza
– Giacomo Celentano (figlio di Adriano)
Coordinatore: don Gian Paolo Cassano
CONCLUSIONI
Ore 12,00: Pranzo
Partenze

SPEDIRE LA SCHEDA DI PARTECIPAZIONE A:

Unione Apostolica del Clero
Federazione italiana

Via T. Valfrè, 11
00165 ROMA RM

(VEDI QUI)

Scheda di partecipazione
Cognome_____________________________
Nome________________________________
Indirizzo_____________________________
CAP________CITTA’__________________
DIOCESI_____________________________
Tel. _________________________________
Cell. ________________________________
E-mail ______________________________
Partecipo al Convegno nazionale UAC 2017 a Loreto:
Pensione completa (160,00)
Solo partecipazione ai lavori (20,00)
Singoli pasti (15,00)
Firma ______________________________

 

Come raggiungere Loreto
In Aereo
Aeroporto di Falconara Marittima, da cui è possibile raggiungere Loreto in trenta minuti con servizio taxi, oppure affittando un’automobile. In alternativa Servizio autobus o Taxi fino alla stazione ferroviaria di Ancona.
In Auto
Autostrada “A14 Bologna-Taranto”, uscita a “Loreto-Porto Recanati”, e percorrere circa 3 chilometri.
In Treno
Linea “Ancona-Pescara”, stazione di Loreto, oppure autobus Ancona-Loreto. Loreto è dotata di una stazione ferroviaria distante circa 2 chilometri dal centro storico, in direzione mare.

Si può arrivare a Loreto anche il 27 mattina. L’eventuale pranzo del 27 novembre tuttavia non è compreso nella quota della pensione completa.

N. B. : – I PRESBITERI SONO PREGATI DI PORTARE CON SE’ L’ALBA E LA STOLA (BIANCA).

– parcheggi: I PARCHEGGI IN VIA UNGHERIA, ADIACENTE AL SANTUARIO,  A LORETO SONO LIBERI DURANTE IL CONVEGNO.

INDIRIZZI

Unione Apostolica del Clero
Via T. Valfrè, 11
00165 ROMA RM
T. 06 39367106
– www.uac-italia.it

Loreto
Casa Accoglienza Pellegrini
Palazzo Illirico
Piazza della Madonna, 41
60025 LORETO AN
CONTATTI: cell. Marco 334 6751773
Tel. 071 9747213

 

5 settembre – Memoria di Santa Teresa di Calcutta

“Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso” (Madre Teresa).