DALLA DIOCESI DI MODENA

don Augusto Bergamini e don Mario Rocchi

don Augusto Bergamini e don Mario Rocchi

Presentiamo la testimonianza di don Franco Borsari

su due sacerdoti della diocesi di Modena

 

DON AUGUSTO BERGAMINI

Mentre la chiesa celebrava il riposo di Cristo nel sepolcro è spirato il Sabato Santo 19/04/2005 nel seminario di Modena di cui fu rettore Mons. Augusto Bergamini, nato a San Felice sul Panaro il 10 marzo 1924, sacerdote nel 1948 ha dedicato la sua vita all’educazione e alla formazione dei futuri sacerdoti, come padre spirituale del seminario di Nonantola, poi al seminario per l’America Latina di Verona e infine al seminario di Modena, di cui divenne pure rettore nel 1989, per 10 anni.  La sua caratteristica pastorale è stata anche l’insegnamento di liturgia di cui pure essendo autodidatta non è mancato ad avere una formazione ed una vasta cultura. La sua spiritualità tutta centrata sul mistero Pasquale ha educato ad amare e a celebrare l’eucarestia celebrata nella cattedrale e tutta la vita liturgica della Chiesa, specialmente nell’anno liturgico. Il suo volume sull’anno liturgico Cristo nostra festa pubblicato dalle edizioni Paoline è stato tradotto in diverse lingue europee. Da sempre iscritto all’Unione Apostolica del Clero ha fatto della sua vita sacerdotale un intensa vita diocesana servendo soprattutto alla formazione del clero. Nel testamento, citato dall’arcivescovo nell’omelia del rito funebre, ringrazia il Signore per “il dono della vita, della fede nel Battesimo e nel ministero ordinato per l’annuncio del Vangelo”.  

DON MARIO ROCCHI

L’unione Apostolica del Clero di Modena ha vissuto un secondo lutto nell’ottobre scorso per la morte di Mons. Can. Mario Rocchi, nato il 23 agosto 1913 sacerdote il 2 aprile del 1938 e defunto il 19 ottobre 2014. Da sempre è stato iscritto e fedelissimo all’unione apostolica del Clero nella Diocesi Modenese; fu impegnato nell’azione cattolica, insegnante nel seminario, direttore spirituale e vicario generale. Ma il capolavoro della sua vita sacerdotale è stata la costituzione della città dei ragazzi fin dal 1947 come Oratorio cittadino e come scuola professionale. Tutta la sua vita sacerdotale è stata dedicata all’educazione dei ragazzi per cui può essere considerato il Don Bosco di Modena. Uomo di carattere tipicamente montanaro ma con un grande senso pratico ha lasciato un segno nel presbiterio della chiesa Modenese. I suoi funerale, celebrati nella cattedrale Romanica di Modena di cui è stato per anni canonico, ampiamente partecipati dal Clero Modenese, sono stati il segno della riconoscenza e della gratitudine per un sacerdote che lascia una grande testimonianza apostolica.

(Borsari Don Franco)