UAC Notizie – Numero 3/2017

In questo numero:

 

Pag. 1 – EDITORIALE
Diocesaneità
Don Stefano Rosati

Pag. 3 – LETTERA DEL PRESIDENTE
✠ S. E. Mons. Luigi Mansi

Pag. 5 – MAGISTERO E MINISTERO ORDINATO
Il dono della vocazione presbiterale. Riflessione
Don Gian Paolo Cassano

Pag. 8 – La formazione permanente non è un optional
Don Albino Sanna

Pag. 10 – QUESTIONARIO UAC 2017
Riflessione
Don Vittorio Peri

Pag. 17 – LO STUDIO (1)
Discernimento e pratica pastorale
Don Luca Bonari

Pag. 28 – LO STUDIO (2)
La formazione spirituale 
del Ministro Ordinato
Mons. Carlo Bresciani

Pag. 31 – ESPERIENZE DI ANIMAZIONE
Don Massimo Goni

Pag. 35 – DIACONATO PERMANENTE
Chiesa locale e diaconato permanente
Roberto Massimo

Pag. 38 – VITA ASSOCIATIVA

Pag. 47 – GUTERBERG, IL LIBRO AMICO
Don Gian Paolo Cassano

Pag. 48 – DALLA SEGRETERIA

 

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PAPA FRANCESCO AI PRETI A BOLOGNA

PAROLE DEL SANTO PADRE – Cattedrale di San Pietro (Bologna) – Domenica, 1° ottobre 2017
La fraternità nella vita dei preti è una esigenza evangelica.


La diocesanità.
Noi non possiamo giudicare la vita di un presbitero diocesano senza domandarci come vive la diocesanità. E la diocesanità è una esperienza di appartenenza: tu appartieni a un corpo che è la diocesi. Questo significa che tu non sei un “libero”, come nel calcio, non sei un libero – nel calcio amatoriale c’è il libero –. No, non sei un “libero”. Sei un uomo che appartiene a un corpo, che è la diocesi, alla spiritualità e alla diocesanità di quel corpo; e così è anche il consiglio presbiterale, il corpo presbiterale. Credo che questo lo dimentichiamo tante volte, perché senza coltivare questo spirito di diocesanità diventiamo troppo “singoli”, troppo soli con il pericolo di diventare anche infecondi o con qualche… – diciamolo delicatamente – nervosismo, un po’ innervositi per non dire nevrotici, e così un po’ “zitelloni”. E’ il prete solo, che non ha quel rapporto con il corpo presbiterale. “Vae soli!”, dicevano i Padri del deserto (cfr Ecclesiaste 4,10 Vulg.), “guai a chi è solo”, perché finirà male.
Il clericalismo
Ma inoltre c’è il popolo di Dio, che non entra nel collegio presbiterale, ma entra nella Chiesa diocesana. E vivere la diocesanità è anche viverla col popolo di Dio. Il sacerdote deve domandarsi: com’è il mio rapporto col popolo santo di Dio? E lì c’è un brutto difetto, un brutto difetto da combattere: il clericalismo. Cari sacerdoti, noi siamo pastori, pastori di popolo, e non chierici di Stato… Il nostro clericalismo è molto forte, molto forte; e ci vuole una conversione grande, continua per essere pastori. Abbiamo finito di leggere – non so se anche nella Liturgia italiana, perché io continuo con il Breviario argentino – il De pastoribus [di sant’Agostino] nell’Ufficio delle Letture, e lì si vede chiaramente che Agostino ci fa vedere com’è un pastore, ma non uno clericale, un pastore di popolo, che non vuol dire un populista, no, pastore di popolo, cioè vicino al popolo perché è stato inviato lì a far crescere il popolo, a insegnare al popolo, a santificare il popolo, ad aiutare il popolo a trovare Gesù Cristo. Invece, il pastore che è troppo clericale assomiglia a quei farisei, a quei dottori della legge, a quei sadducei del tempo di Gesù: soltanto la mia teologia, il mio pensiero, quello che si deve fare, quello che non si deve fare, chiuso lì, e il popolo è là; mai interloquire con la realtà di un popolo…
La sinodalità
Il pastore deve avere un rapporto – e questa è sinodalità – un triplice rapporto con il popolo di Dio: stare davanti, per far vedere la strada, diciamo il pastore catechista, il pastore che insegna la strada; in mezzo, per conoscerli: vicinanza, il pastore è vicino, in mezzo al popolo di Dio; e anche dietro, per aiutare quelli che rimangono in ritardo e anche a volte per lasciare al popolo di vedere – perché sa, “annusa” bene popolo –, per vedere quale strada scegliere: le pecorelle hanno il fiuto per sapere dove ci sono i pascoli buoni. Ma non solo dietro, no. Muoversi nelle tre [posizioni]: davanti, in mezzo e dietro. Un bravo pastore deve fare questo movimento.
Il carrierismo.
Ci sono due “pesti” forti: questa è una. Gli arrampicatori, che cercano di farsi strada e sempre hanno le unghie sporche, perché vogliono andare su. Un arrampicatore è capace di creare tante discordie nel seno di un corpo presbiterale. Pensa alla carriera: “Adesso finisco in questa parrocchia e mi daranno un’altra più grande…”. E’ interessante: l’arrampicatore, quando finisce in una e il vescovo gliene dà un’altra non tanto “alta”, più “bassa”, si offende. Si offende! “Ma no: a me tocca quella!”. Non ti tocca niente, a te tocca soltanto il servizio. Le cose dobbiamo dirle così, chiaramente. Gli arrampicatori fanno tanto male all’unione comunitaria del presbiterio, tanto male, perché sono in comunità ma fanno così per andare avanti loro.
Il chiacchiericcio
L’altro vizio frequente è il chiacchiericcio. “Ma quello…” – “Hai visto questo…” – “Si dice di questo…” – “Si dice di questo…”. E la fama del fratello prete viene sporcata, finisce sporcata, la fama si rovina. Distruggere la fama degli altri. Il chiacchiericcio è un vizio, un vizio “di clausura”, diciamo noi. Quando c’è un presbiterio dove ci sono tanti uomini con l’anima chiusa, c’è il chiacchiericcio, sparlare degli altri. “Ti ringrazio, Signore, perché non sono come gli altri, e neppure come quel pubblicano” (cfr Lc 18,11), “grazie a Dio che non sono come quello!”. Questa è la musica del chiacchiericcio, anche del chiacchiericcio clericale. L’arrampicamento e il chiacchiericcio sono due vizi propri del clericalismo.

CONVEGNO NAZIONALE DI LORETO

CONVEGNO NAZIONALE UAC 2017
LORETO
27 – 29 novembre 2017

Santuario di Loreto

TEMA: Discernimento e identità vocazionale.
La conversione al discernimento dei ministri ordinati, Vescovi, Presbiteri, Diaconi, alla luce del recente magistero.
Loreto – Casa Accoglienza Pellegrini
Palazzo Illirico
Piazza della Madonna, 41
60025 LORETO AN

PROGRAMMA
Primo giorno
Lunedì 27 novembre 2017
ore 16,00: Saluti e apertura del Convegno
Ore 16, 30: Prima relazione
Relatore: don Nico Dal Molin: La conversione al discernimento dei ministri ordinati, Vescovi, Presbiteri, Diaconi, alla luce del recente magistero – discernimento e identità vocazionale.
Dialogo col relatore
18,30: Vespri e Messa – Basilica inferiore del Santuario.
20,00: Cena
Caminetto
Secondo giorno
Martedì 28 novembre 2017
Ore 7, 30 Lodi – Colazione
ore 9,00: Seconda relazione
Relatore: Mons. Antonio Stagliano’: All’udire queste parole si sentirono trafiggere il cuore (Atti, 2, 37): annuncio del discernimento vocazionale nel mondo giovanile oggi.
11,30: Laboratori per Aree (Nord – Centro – Sud) sulle due relazioni.
13,00: Pranzo
Ore 15,30: intervento di Sovvenire
Ore 16,00 Cenacoli sul questionario UAC 2017 per gruppi ristretti
Vespri nei Cenacoli
ore 18,00: Messa in Basilica
20,00: Cena
21,00: Concerto di don Nino Carta e Serena Porcu

Terzo giorno
Mercoledì 29 novembre 2017
Ore 7,30 Lodi e Messa nella Cripta del Crocefisso
Colazione
Ore 9,00: Tavola rotonda: racconti e storie di discernimento .
Animatori:
– Suor Gina Masi PG di Camerino
– Famiglia Cavallari del centro vocazionale Faenza
– Giacomo Celentano (figlio di Adriano)
Coordinatore: don Gian Paolo Cassano
CONCLUSIONI
Ore 12,00: Pranzo
Partenze

SPEDIRE LA SCHEDA DI PARTECIPAZIONE A:

Unione Apostolica del Clero
Federazione italiana

Via T. Valfrè, 11
00165 ROMA RM

(VEDI QUI)

Scheda di partecipazione
Cognome_____________________________
Nome________________________________
Indirizzo_____________________________
CAP________CITTA’__________________
DIOCESI_____________________________
Tel. _________________________________
Cell. ________________________________
E-mail ______________________________
Partecipo al Convegno nazionale UAC 2017 a Loreto:
Pensione completa (160,00)
Solo partecipazione ai lavori (20,00)
Singoli pasti (15,00)
Firma ______________________________

 

Come raggiungere Loreto
In Aereo
Aeroporto di Falconara Marittima, da cui è possibile raggiungere Loreto in trenta minuti con servizio taxi, oppure affittando un’automobile. In alternativa Servizio autobus o Taxi fino alla stazione ferroviaria di Ancona.
In Auto
Autostrada “A14 Bologna-Taranto”, uscita a “Loreto-Porto Recanati”, e percorrere circa 3 chilometri.
In Treno
Linea “Ancona-Pescara”, stazione di Loreto, oppure autobus Ancona-Loreto. Loreto è dotata di una stazione ferroviaria distante circa 2 chilometri dal centro storico, in direzione mare.

Si può arrivare a Loreto anche il 27 mattina. L’eventuale pranzo del 27 novembre tuttavia non è compreso nella quota della pensione completa.

N. B. : – I PRESBITERI SONO PREGATI DI PORTARE CON SE’ L’ALBA E LA STOLA (BIANCA).

– parcheggi: I PARCHEGGI IN VIA UNGHERIA, ADIACENTE AL SANTUARIO,  A LORETO SONO LIBERI DURANTE IL CONVEGNO.

INDIRIZZI

Unione Apostolica del Clero
Via T. Valfrè, 11
00165 ROMA RM
T. 06 39367106
*protected email* – www.uac-italia.it

Loreto
Casa Accoglienza Pellegrini
Palazzo Illirico
Piazza della Madonna, 41
60025 LORETO AN
CONTATTI: cell. Marco 334 6751773
Tel. 071 9747213
*protected email*

 

DIOCESI DI AREZZO – DON GIUSEPPE BRUNI E’ TORNATO ALLA CASA DEL PADRE

   don Giuseppe BRUNI

Il 7 agosto 2017 è ritornato alla Casa del padre don Giuseppe Bruni, nato il 19 marzo 1939. Il suo sacerdozio è stato un esempio di fedeltà e di dedizione nella sua diocesi di Arezzo. Tutti lo ricordano come don Beppone per la sua bontà, la sua capacità di dialogo e di dedizione agli altri. Per tanti anni è stato anche Direttore diocesano dell’Unione Apostolica del Clero e ha donato il suo cuore al servizio dei confratelli. Lo ricordiamo con gratitudine per quanto ha fatto per il clero e per la Chiesa.

5 settembre – Memoria di Santa Teresa di Calcutta

“Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso” (Madre Teresa).

DA PADOVA – DON ANGELO LESSIO E’ TORNATO ALLA CASA DEL PADRE

don Angelo Lessio di Padova

Il cuore di don Angelo Lessio si è fermato la sera della solennità dell’Assunta, all’Opera della Provvidenza (Sarmeola di Rubano PD), dopo pochi mesi di malattia ed un rapido declino delle forze.

Don Angelo era ancora residente a Rovolon sua ultima parrocchia. Era nato nel1934 ad Arre ed era stato ordinato presbitero nel 1959. Ha svolto il ministero di cooperatore a Montegrotto e a Mandria. E’ stato parroco di Premaore, di Cadoneghe e di Rovolon. Dopo Cadoneghe è stato per alcuni anni cappellano dell’Ospedale sant’Antonio a Padova.

Profilo di don Angelo Lessio steso da mons. Mario Morellato, suo compagno di ordinazione e già vicario generale.

“Ed ecco: ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, il terremoto. Ma il Signore non era nel terremoto.

Dopo il terremoto un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l’udì, Elia si coprì il volto”.

Penso che l’esperienza della presenza e dell’azione di Dio nella sua vita di credente e di prete, sia stata davvero, per Don Angelo Lessio, quella del profeta Elia. Nessun terremoto e niente lampi e tuoni, ma la brezza leggera che conforta e rasserena nel silenzio e nella carezza. E non si tratta di una esperienza debole o meno incisiva o meno emozionante. E’ stata una esperienza sbocciata nell’ambiente sereno e cordiale della sua famiglia, semplice e ricca di fede, pronta e generosa nel rispondere alle chiamate di Dio. Il legame affettuosamente intenso con i genitori, con la sorella Suora Canossiana, con il fratello e le altre le sorelle, con i tanti cugini e parenti, Don Angelo non lo ha mai rallentato e lo si tocca con mano perfino nel suo Testamento. Leggi altro ›

MEMORIA DI SAN PIO X

21 agosto 2017 – Memoria di San Pio X, socio e protettore dell’UAC

NUOVA CAPPELLA DELL’ASSUNTA DONATA DA DON ALBINO SANNA

Il nostro segretario nazionale UAC don Albino Sanna ha ideato e donato una nuova Cappella dell’Assunta alla sua parrocchia di San Gavino Martire a Gavoi Nu in Sardegna. La Cappella è stata benedetta dal Vescovo di Nuoro S. E. Mons. Mosè Marcia il 14 agosto 2017.