UAC MARCHE

I partecipanti al Cenacolo regionale delle Marche durante l'agape fraterna

I partecipanti al Cenacolo regionale delle Marche durante l’agape fraterna

CENACOLO REGIONALE

Don Luigino Scarponi, responsabile regionale delle Marche, ci ha inviato il seguente articolo che volentieri pubblichiamo.

7 marzo  2014 – Ancona – Seminario Regionale “Pio XI”

È stato unanimemente ribadita la necessità di “Coltivare la fraternità, come fine dell’incontro mensile, poiché nel  gruppo ci si ricarica e si è aperti a tutti. Ci si abbevera ad una sorgente pura e poi… dissetare nel ministero”. Queste e altre esperienze sono state espresse il l7 marzo, presso il Seminario regionale Pio XI di Ancona, dai direttori  diocesani di Macerata, S Benedetto del Tronto, Ascoli Piceno, Camerino-San Severino convocati dal nuovo delegato regionale don Luigino.

Particolarmente ricca l’esperienza della diocesi di S. Benedetto del Tronto, coltivata soprattutto dallo zelo di Don Antonio Spinelli, per molti anni direttore diocesano e delegato regionale e dalla presenza costante dell’emerito Mons Gestori, ha fatto si che “l’incontro mensile sia stato ed è prezioso per traghettare i preti giovani nel presbiterio”. 

La “spiritualità diocesana” è la nostra caratteristica e ci distingue dalle molte aggregazioni di preti del Cammino  Neocatecumenale, del movimento dei  Focolari, di CL e di RnS, presenti nella diocesi di Macerata, “ci fa essere piccolo lievito di carità pastorale all’interno del clero diocesano”.

La chiesa marchigiana viene dal II Convegno Ecclesiale Regionale dal titolo “Alzati e va”. l’UAC marchigiana vuole essere, nel solco tracciato dal convenire per trasmettere la fede oggi, fermento per una Chiesa in ascolto, sinodale, estroversa, promuovente una ministerialità diffusa, nel superamento della sindrome clerico-centrica, feconda, in missione: disponibile a vivere e narrare la fede in un contesto di crisi e pluralismo. Per questa Chiesa, l’UAC si impegna per aiutare il prete a ripensare e rimettere a fuoco la propria identità a misura del Buon Pastore. Solo un legame profondo con la Sua vita e un ascolto attento della Sua Parola, donerà senso a ciò che siamo e che facciamo, per le strade deserte, dietro una cattedra, nell’annuncio, nel dialogo personale… (Cfr. Relazione finale di Mons. Luigi Conti).