CORONAVIRUS: PRETI CHE CI LASCIANO donando la loro vita per la Chiesa

L’UAC SI UNISCE NELLA PREGHIERA E NELLA RICONOSCENZA A TANTI PRETI CHE CI LASCIANO

A CAUSA DEL CORONAVIRUS

I preti italiani stanno in mezzo alla gente, da sempre, per missione ma prima ancora per la natura popolare del nostro clero.

Al 3 aprile 2020 sono andati alla Casa del Padre 120 preti:

ARIANO IRPINO: don Antonio Di Stasio (Socio UAC), (1)
BERGAMO: don Savino Tamanza; don Battista Mignani; don Alessandro Longo; don Guglielmo Micheli; don Adriano Locatelli; don Ettore Persico; don Donato Forlani; don Enzo Zoppetti, don Francesco Perico, don Gian Pietro Paganessi, don Remo Luiselli, don Gaetano Burini, don Umberto Tombini, don Giuseppe Berardelli, don Giancarlo Nava, don Silvano Sirtoli, don Tarcisio Casali, monsignor Achille Belotti, don Mariano Carrara, monsignor Tarcisio Ferrari, don Fausto Resmini, don Tarcisio Avogrado, don Evasio Alberti, don Angelo Bernini, don Luigi Rossoni, (26)
BOLZANO – BRESSANONE: don Salvatore Tonini, don Reinhard Ebner, don Heinrich Kamelger, don Antonio Matzneller, (4)
BRESCIA: don Giuseppe Toninelli; monsignor Domenico Gregorelli, don Giovanni Girelli, (3)
CASALE MONFERRATO: don Mario Defechi, (1)
CREMONA: don Vincenzo Rini, don Mario Cavalleri, monsignor Giuseppe Aresi, don Albino Aglio, don Achille Baronio, don Vito Magri, don Arnaldo Peternazzi, don Francesco Nisoli, (8)
IVREA: don Pierfranco Chiadò Cutin, (1)
LA SPEZIA: don Piergiovanni Devoto, don Giovanni Tassano, don Nilo Gando, don Franco Sciaccaluga, (4)
LODI: don Carlo Patti, don Gianni Cerri, don Giovanni Bergamaschi, don Bassiano Travaini, (4)
MANTOVA: don Antonio Mattioli, (1)
MILANO: don Giancarlo Quadri, don Franco Carnevali, don Cesare Meazza, don Marco Barbetta, don Luigi Giussani, don Ezio Bisiello, don Luigi Brigatti, don Pino Marelli, don Cesare Terraneo, don Paolo Merlo, (10)
MONDOVI’: don Erasmo Mazza, (1)
NAPOLI: don Salvatore Sava, (1)
NUORO: don Pietro Muggianu, don Giovanni Melis, (2)
PALERMO: don Silvio Buttita, (1)
PARMA: don Giacomo Bocchi, don Pietro Montali, don Andrea Avanzini (socio UAC), don Franco Minardi, don Fermo Fanfoni, don Giuseppe Fadani, (6)
PAVIA: don Luigi Bosotti, (1)
PESARO: Don Zenaldo del Vecchio; don Graziano Ceccolini, don Giuseppe Scarpetti, (3)
PIACENZA: don Giorgio Bosini, don Mario e don Giovanni Boselli, don Giovanni Cordani, don Paolo Camminati, don Giuseppe Castelli, (6)
REGGIO EMILIA: don Guido Mortari, don Emilio Perin, don Efrem Giovanelli, (3)
SALERNO: don Alessandro Brignone, (1)
TORTONA: don Giacomo Buscaglia, (1)
TRENTO: don Luigi Trottner, (1)
UDINE: don Enrico Pagani, (1)
VERCELLI: don Fiorenzo Vittone (socio UAC), (1)

RELIGIOSI
DOMENICANI: Padre Giovanni Cattina, (1)
GIUSEPPINI: Padre Tarcisio Stramare; (1)
ORIONINI: don Cesare Concas, don Stefano Tosato, don Cirillo Longo, (3)
PASSIONISTI: Padrea Giuseppe Serighelli, Padre Edmondo Zagano, Padre Gerardo Bottarelli, (3)
SACRAMENTINI: Padre Remo Rota; (1)
SALESIANI: don Agostino Sosio; (1)
SAVERIANI: Padri: Nicola Masi, Luigi Masseroni, Giuseppe Scintu, Guglielmo Saderi, Giuseppe Rizzi, Piermario Tassi, Vittorio Ferrari, Enrico Di Nicolò, Corrado Stadiotto, Pilade Giuseppe Rossini, Stefano Coronese, Gerardo Caglioni, Pier Luigi Bettati, Angelo Costalonga, Lucio Gregato, Guglielmo Camera, (16)
SERVI DI MARIA: Padre Bruno Castricini, (1)
STIMMATINI: Padre Fausto Torresendi, (1)

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Il Papa Francesco è vicino al dolore delle diocesi per la scomparsa di tanti preti e ha rivolto parole di incoraggiamento ai Vescovi e ha assicurato la sua preghiera di suffragio.

Monsignor Francesco Beschi, vescovo della diocesi di Bergamo, mercoledì 18 marzo ha ricevuto una telefonata dal Papa, della quale dà conto in un messaggio alla diocesi: “Il Santo Padre è stato molto affettuoso manifestando la sua paterna vicinanza, a me, ai sacerdoti, ai malati, a coloro che li curano e a tutta la nostra Comunità. Ha voluto chiedere dettagli sulla situazione che Bergamo sta vivendo, sulla quale era molto informato. È rimasto molto colpito dalla sofferenza per i moltissimi defunti e per il distacco che le famiglie sono costrette a vivere in modo così doloroso. Mi ha pregato di portare a tutti e a ciascuno la sua benedizione confortatrice e portatrice di grazia, di luce e di forza”.

Il Vescovo di Nuoro, Antonello Mura testimonia: «Nel tempo dell’epidemia, nei giorni imprevisti e imprevedibili che stiamo vivendo, don Pietro – come tanti altri in questi tempi dolenti – ha fatto esperienza di un funesto contagio, divenuto irreversibile anche a causa di altre patologie e che oggi l’ha portato alla morte. Non l’abbiamo potuto incontrare negli ultimi giorni, non è stato possibile salutarlo nell’ora dell’ultimo passaggio e non potremo celebrare pubblicamente le esequie, e tutto questo si rivela un’altra prova per la nostra Chiesa diocesana, che continua a pregare anche per un altro sacerdote, ricoverato in terapia intensiva. Ora mi sento e tutti ci sentiamo chiamati a chiedere luce e forza a Dio, perché solo lui può illuminare i nostri volti e la nostra vita, nella certezza, come continua a dirci la liturgia, che “per un dono misterioso del tuo amore Cristo con la sua vittoria ci redime dalla morte e ci richiama con sé a vita nuova”».

L’Arcivescovo di Milano monsignor Delpini n una lettera alla parrocchia di San Protaso, della quale era vicario, esprime il suo cordoglio per la scomparsa di don Giussani: “Partecipo con dolore e con speranza alla preghiera di suffragio e di riconoscenza di coloro che hanno conosciuto, stimato e amato don Luigi Giussani, per tanti anni insegnante nella scuola, nella pastorale per gli studenti universitari, nel servizio pastorale alla parrocchia di San Protaso. Nel suo ministero ha avuto cura soprattutto dei rapporti personali, di percorsi intellettuali, di un radicamento nella cerchia degli amici, dando e ricevendo sostegno e testimonianza. Nella comunione dei santi lo accolgono ora gli amici trasfigurati dalla gloria di Dio, e noi lo ricordiamo con affetto e gratitudine nelle nostre preghiere”.

Il  vescovo di Parma S. E. Mons. Enrico Solmi ha rimandato alla fine dell’emergenza una Messa di suffragio per i sacerdoti che hanno pagato con la vita l’esposizione al contagio. Intanto ha però voluto rivolgere alla diocesi, provata da tanti lutti, un suo messaggio. Eccolo: «È dolore nel dolore vedere che anche i sacerdoti si ammalano – a volte per zelo pastorale – e vanno oltre la porta del triage dove, comprensibilmente, nessuno può entrare. Poi, alternandosi speranze e ricadute, ci lasciano. Cinque sono i preti della Diocesi che sono morti dall’inizio di questa epidemia. Anche loro hanno condiviso questa via crucis e al Vescovo resta la fitta dell’apprenderne la morte – come un colpo che fa piegare le ginocchia – il dolore che pervade me e il presbiterio, le comunità. Scatta il suffragio nella preghiera, nella celebrazione eucaristica e si profilano domande anche pastorali sul dopo. A me vescovo e pochissimi altri spetta l’attesa della salma al cimitero. La preghiera breve, come atto penultimo di un accompagnamento fatto di segni e di suffragio, in attesa di potere celebrare degnamente la Santa Messa in suffragio, quando si potrà, dando l’occasione ai fedeli e a chi ha condiviso anni di compagnia e prossimità – don Franco settant’anni nella stessa parrocchia! – di salutare il parroco e di affidarlo al Padre della Misericordia. Sono tra le fasi più dolorose della vita di un povero vescovo come me, sostenute dalla certezza della Risurrezione, della Vita eterna, invocando ancora forza per il gregge e il pastore e Luce per essere condotti là dove il Signore ci indica, procedendo come lui vuole.

19 marzo 2020 l’Italia in preghiera

“In questo momento di emergenza sanitaria, la Chiesa italiana promuove un momento di preghiera per tutto il Paese, invitando ogni famiglia, ogni fedele, ogni comunità religiosa a recitare in casa il Rosario (Misteri della luce), simbolicamente uniti alla stessa ora: alle 21 di giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia. Alle finestre delle case si propone di esporre un piccolo drappo bianco o una candela accesa”.

CEI

QUARESIMA TEMPO FAVOREVOLE

PAPA FRANCESCO MESSAGGIO PER LA QUARESIMA

Urgenza della conversione

È salutare contemplare più a fondo il Mistero pasquale, grazie al quale ci è stata donata la misericordia di Dio. L’esperienza della misericordia, infatti, è possibile solo in un “faccia a faccia” col Signore crocifisso e risorto «che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me» (Gal 2,20). Un dialogo cuore a cuore, da amico ad amico. Ecco perché la preghiera è tanto importante nel tempo quaresimale. Prima che essere un dovere, essa esprime l’esigenza di corrispondere all’amore di Dio, che sempre ci precede e ci sostiene. Il cristiano, infatti, prega nella consapevolezza di essere indegnamente amato. La preghiera potrà assumere forme diverse, ma ciò che veramente conta agli occhi di Dio è che essa scavi dentro di noi, arrivando a scalfire la durezza del nostro cuore, per convertirlo sempre più a Lui e alla sua volontà.

In questo tempo favorevole, lasciamoci perciò condurre come Israele nel deserto (cfr Os 2,16), così da poter finalmente ascoltare la voce del nostro Sposo, lasciandola risuonare in noi con maggiore profondità e disponibilità. Quanto più ci lasceremo coinvolgere dalla sua Parola, tanto più riusciremo a sperimentare la sua misericordia gratuita per noi. Non lasciamo perciò passare invano questo tempo di grazia, nella presuntuosa illusione di essere noi i padroni dei tempi e dei modi della nostra conversione a Lui.

Papa Francesco dà l’esempio a tutti i preti e a tutti i cristiani

BARI 23 FEBRAIO 2020 – IL MEDITERRANEO FRONTIERA DI PACE

Il “Mediterraneo frontiera di pace”, mare di accoglienza, collaborazione e pace; mare di incontro tra popoli, culture, religioni, fedi; mare di amore fraterno senza confini. Bari 23 febbraio 2020.

CONVEGNO NAZIONALE UAC 2020 A TORINO

Il 23 – 25 novembre 2020 si terrà il CONVEGNO NAZIONALE UAC 2020 a Torino presso il Pacific Hotel Fortino, Strada del Fortino – 10152 TORINO TO – tel. 011 521 7757 – e-mail

Pacific Hotel Fortino – Torino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TEMA DEL CONVEGNO

“Chiamò a sé quelli che volle”. Dono e mistero: il coraggio di chiamare.

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Potete iniziare a bloccare questa data nella vostra agenda. Alla fine di marzo e nel n. 1/2020 di UAC Notizie vi daremo tutte le informazioni per la quota e le iscrizioni.

UAC Notizie – Numero 4/2019

In questo numero:

 

Pag. 1 – EDITORIALE
Discernere – Camminare
Don Ninè Valdini

Pag. 4 – LETTERA DEL PRESIDENTE
✠ S. E. Mons. Luigi Mansi

Pag. 6 – LO STUDIO 1
Testimonianza di don Pino Puglisi
Don Maurizio Francoforte

Pag. 13 – LO STUDIO 2
Presbitero diocesano: Sentinella e profezia
S.E. Mons. Ignazio Sanna

Pag. 17 – LETTERA PASTORALE DI MONS. MANSI
Don Gianni Massaro

Pag. 19 – MAGISTERO E MINISTERO ORDINATO
Gian Paolo Cassano

Pag. 23 – TESTIMONIANZA
don Leonardo Pinnelli

Pag. 29 – DIACONATO PERMANENTE
Roberto Massimo

SPECIALE ASSEMBLEA ELETTIVA

Pag. 32  – Roma – Casa tra noi di don Albino Sanna
Pag. 35  – Relazione triennale di Mons. Mansi
Pag. 38 – Relazione di P. Giulio Albanese
Pag. 46 – Verbale seggio elettorale
Pag. 50 – Nuovo Consiglio nazionale
Pag. 51  – Verbali riunione aree Nord, Centro, Sud
Pag. 56 – Partecipanti
Pag. 58 – Esperienza di fraternità di don Lorenzo Bruni

Pag. 65 – VITA ASSOCIATIVA

Pag. 70 – GUTERBERG, IL LIBRO AMICO
Don Gian Paolo Cassano

Pag. 71 – AGENDA ASSOCIATIVA 2020

 

E’ possibile leggere questo numero della rivista cliccando sull’immagine di copertina oppure scaricarlo sul proprio computer cliccando sul pulsante “Download” qui in basso.

 

Scarica il numero 4/2019 della nostra rivista in PDF.

26 gennaio 2020 GIORNATA DELLA PAROLA DI DIO

Il 26 gennaio 2020 si celebra la prima Domenica della Parola. Istituita da papa Francesco lo scorso settembre, ha l’obiettivo di “ravvivare la responsabilità che i credenti hanno nella conoscenza della Sacra Scrittura”.

AUGURI DI UN SANTO NATALE 2019 E BUON ANNO 2020

Presepio in piazza san Pietro – 14 dicembre 2019 all’imbrunire

 

La direzione e il Consiglio UAC AUGURA a tutti gli associati un Santo Natale

Paesaggio invernale a Gavoi Nu – pittura di Giovanni Maria Pelleu gavoese negli anni ’50

e un Felice Anno Nuovo!