L’omelia

COME FARE L’OMELIA

 

Bravo, Papa Francesco!

 

“Via queste omelie interminabili, noiose, delle quali non si capisce niente”.

 Ecco la mia risonanza all’invito di papa Francesco rivolto al clero il 4 ottobre scorso, nella cattedrale di Assisi.

 

Hai ragione, Papa Francesco.

 

Dobbiamo tutti, sempre più, impegnarci a parlare direttamente ai fedeli, senza tanti foglietti tra le mani, con parole semplici e con riferimenti anche all’attualità.

 Non è sempre facile, soprattutto quando si è di fronte ad anziani, adulti e fanciulli del Catechismo; non dobbiamo, però, arrenderci.

 Un piccolo sforzo e tutto diventa, con la grazia del Signore, più facile.

 Potremo, infatti, far tesoro di tanti studi fatti in preziosi anni di preparazione e di molteplici esperienze pastorali.

 Non comportandoci, però, da “professori”, ma da innamorati della Parola di Dio, fonte della vita spirituale di tutti, preti, religiosi e laici.

                                                                                                                                                                                                                 don Sergio Andreoli, Foligno

 

 

IL NO E IL SI DELL’OMELIA

 

                          di Vittorio Peri

 

Sferzanti, umoristiche e perfino caustiche, le battute sull’omelia (omilein, conversare familiar­mente, termine che compare per la prima volta in At 20,11 con questo significato), sono ormai così numerose da evidenziare un’emergenza pastorale.
Basterebbe ricordare quella dell’allora card. Rat­zinger: “Il miracolo della Chiesa è di sopravvivere ogni domenica a milioni di pessime omelie”.

 

Ma ce ne sono altre, ugualmente pungenti:

  • “Nonostante trentamila prediche fatte ogni do­menica, in Francia c’è ancora la fede” (Yves Congar);
  • “nella messa, la Chiesa ha posto il Credo dopo l’omelia per invitarci a credere nonostante ciò che abbiamo ascoltato” (card. Tomas Spidlik);
  • “non c’è nessun altro luogo in cui i volti sono così inespressivi come in chiesa, durante le prediche” (Francois Mauriac);
  • “la predica è utile perché mette a dura prova la fede di chi ascolta” (Julien Green);
  • “l’abate pensava che l’unico modo di convertire il mondo fosse quello di stare zitti finché le vecchie parole sacre non avessero avuto il tempo di riac­quistare un suono nuovo e che, intanto, la migliore predica che i preti potessero fare era quella di non predicare” (Bruce Marshall);
  • “l’omelia è il tormento dei fedeli” (Carlo Bo); favorisce il sonno e non danneggia la salute; è il momento in cui più spesso si guarda l’orologio. E si potrebbe continuare a lungo.

Al di là tuttavia dei frizzi più o meno graffianti, l’omelia è senza dubbio, assieme alla frettolosa proclamazione delle letture bibliche, il “tallone d’Achille” delle nostre liturgie.
Eppure è in essa che, secondo i vescovi italiani, “si compendia, ormai, la parte maggiore dell’eser­cizio del ministero della parola”. Per moltissimi cristiani, anzi, è l’unico punto d’incontro con la Scrittura.
La sua importanza nella vita della Chiesa è dunque indiscutibile. Ne sono conferma le quasi centomila omelie domenicali e festive che ogni settimana, e per almeno 50 settimane all’anno, vengono ascoltate da sette/otto di milioni di fedeli. Altrettanto indiscutibile, però, è la difficoltà di presentarla correttamente perché, come ha scritto il card. Martini, “è un modo sui generis difficile, forse il più difficile, con cui la Chiesa opera con la Scrittura”. Se l’omelia non funziona, la luce della Parola non arriva, e la casa resta al buio.

E poiché già nel lontano 1971 i vescovi affer­mavano che l’omelia “non risponde adeguatamente al suo scopo”, non sarà inutile farne oggetto di una nuova riflessione, sostenuti dalla fiducia tra­smessa dall’arguto aforisma di Erasmo da Rotterdam per il quale “se gli elefanti imparano a ballare e i leoni a giocare, i predicatori possono ben imparare a predicare”.
E’ quello che s’intende fare con queste paginette strutturate secondo un tradizionale schema gior­nalistico: cosa, chi, come, dove, quando, perché. Il loro unico scopo è far sì che l’omelia diventi davvero ciò che è: un efficace canale di evangeliz­zazione.
Se è vero che la comunicazione è per la società il terreno su cui si gioca ogni possibilità d’incontro tra gli uomini, per la Chiesa non può esserlo di meno.
E’ dunque inevitabile ripensare senza timori le varie forme della comunicazione ecclesiale. E ciò vale soprattutto per l’omelia che, tra di esse, occupa un posto “eminente”.

 

Cosa non è e non deve essere

L’omelia non è quello che di solito… siamo co­stretti a sentire. Ma poiché anche attraverso le antitesi può chiarirsi una tesi, ecco una serie di “opposti” per una corretta riflessione sull’omelia. Potrebbero dirsi la pars destruens di questo primo capitolo. Una parte difficile per noi che, come scriveva il liturgista Tommaso Federici, “siamo abituati non all’omelia, ma a discorsi con contorno di messa”.

Non è una dissertazione di ordine socio­politico o culturale (omelia sociologica).
Chi parla deve certo avere, come raccomandava Karl Barth, “la Bibbia in mano e il giornale in tasca” (e magari l’orologio davanti agli occhi, potremmo aggiungere); ma i tempi e i luoghi per l’educazione alla vita so­cio-politica sono altri.

Non è un manifesto per pubblicizzare soluzioni politico-amministrative (omelia-comizio).
“Nel­l’edificare la comunità cristiana i presbiteri non si mettono mai al servizio di un’ideologia o umana fazione”. È il vissuto che va illuminato da ciò che si celebra, non viceversa. “Non è tollerabile -scriveva Basilio di Cesarea – che qualcuno si faccia più sapiente della Scrittura introducendovi arbitrarie opinioni personali”. Il predicatore deve mostrare la verità della Parola, non prestare la sua verità alla Parola.

Non è un discorso in difesa di persone o istitu­zioni ecclesiali (omelia apologetica) sia perché con la testimonianza dei battezzati, più che attraverso le arringhe, si tutela il buon nome della comunità cristiana sia perché, come scriveva Ovidio, “una causa non buona diventa peggiore quando si vuole difenderla”.

Non è la rievocazione di anniversari, prese di possesso ecc. (omelia rievocativa) ove (sia detto tra parentesi) la quantità di denaro impiegato per commemorare cose accadute è tale che, scriveva Ennio Flaiano, “se fosse stato impiegato a suo tempo per le stesse cose, avrebbe forse mutato il corso della storia.

Non è un’esortazione moralistica (omelia-fer­vorino) con i soliti luoghi comuni del galateo morale infarciti di obblighi, divieti e generiche ricette dettate dal buon senso.
“Veritas non ex homi­nibus ratione, sed ex Verbo Dei”, scriveva s. Ilario di Poitiers.

Non è l’elogio di qualche personaggio illustre (omelia-panegirico) con le inevitabili bugie di cir­costanza così frequenti nelle celebrazioni esequiali cui ben s’addice l’ironia di un letterato francese: “Niente è più veritiero di un discorso funebre: dice precisamente quello che il morto avrebbe do­vuto essere”.

Non è l’esaltazione di un santo (omelia apolo­getica) la cui memoria, per quanto importante, non può che rimandare alla persona e al vangelo di Cristo.

Non è la scontata filippica contro gli assenti o i mali del tempo (omelia-tuoni e fulmini) che infa­stidisce i presenti senza portare alcun vantaggio agli assenti.

Non è un modo per tediare i malcapitati ascol­tatori con generiche divagazioni (omelia-talk show) che, potendo andare bene per tutto, di solito non servono a niente.
“Si devono evitare omelie gene­riche ed astratte, che occultino la semplicità della parola di Dio, come pure inutili divagazioni che rischiano di attirare l’attenzione sul predicatore piuttosto che al cuore del messaggio evangelico.Deve risultare chiaro ai fedeli che ciò che sta a cuore al predicatore è mostrare Cristo, che deve re­stare il entro di ogni omelia”. “Non permettere che sulle nostre labbra la parola di Dio s’inquini con i detriti delle ideologie”, scriveva il vescovo Tonino Bello in una preghiera al vescovo martire Oscar Romero. “Il compito principale che Dio ha assegnato alla mia vita è questo: che ogni mia parola e ogni mio sentimento dicano di lui”, scriveva Tommaso D’Aquino. Il testo non può di­ventare un palestra per verbosi svolazzi.

Non è un pretesto per esibire erudite elucu­brazioni (omelia auto-celebrativa), ove, più che il messaggio, è esaltato il messaggero. Non è un sim­posio per mettere in vetrina un sapere senza sapore. “Il mio scopo è insegnare – scriveva s. Giovanni Crisostomo -, non ostentare eloquenza”. Un erudito può soggiogare l’uditorio, ma la parola di Dio vuole un cuore che parli al cuore.

Non è un’arringa per presentare difese o recri­minazioni personali (omelia- auto difensiva).

Non è una esposizione storico-critica del testo biblico (omelia-esegetica) appena proclamato. Anche se è necessario – e lo è moltissimo! – capire la Scrittura per poterla vivere, l’omelia non può tra­sformarsi in una lezione di esegesi biblica (come questa, a sua volta, non può mai diventare un’ome­lia). Infatti, “la spiegazione dei testi biblici, durante l’omelia, non può entrare in molti dettagli”, che sono invece necessari in una esposizione dottrinale. Lo scopo dell’omelia non è di spiegare, ma di at­tualizzare la Scrittura.

Non è la rassegna o la sintesi delle singole letture (omelia-istruzione), con il rischio di fare tre distinte omelie, seppure è quanto mai necessario evidenziare la loro unità tematica, l’unità dei due Testamenti, la continuità della storia della salvezza che si realizza in modo definitivo nella persona di Gesù. Poiché la prima lettura è scelta in funzione della terza (il Vangelo), sarà il punto d’incontro tra le due il tema fondamentale dell’omelia.

Non è la illustrazione sistematica delle verità di fede o di qualche aspetto del rito che si sta cele­brando (omelia-catechesi). L’omelia espone i misteri della fede e le norme della vita cristiana “seguendo il corso dell’anno liturgico” e in base al testo sacro appena proclamato; non invece attraverso predi­sposti itinerari catechetici che hanno piena legittimità in altre sedi, né in forza di sollecitazioni pastorali o motivi di natura contingente.

Non è l’occasione per dialogare con l’assemblea (omelia dialogica). I fedeli sono infatti invitati a non intervenire con osservazioni e dialoghi, a meno che l’omelia sia destinata ai bambini o ai ragazzi, precisa il Lezionario della messa per i fanciulli. Essa “fonda il dialogo divino tra lo Sposo e la Sposa, nello Spirito santo”, scriveva Tommaso Fe­derici. Il dialogo tra le persone ha tempi e luoghi diversi, come potrebbero essere quelli della prepa­razione con il gruppo liturgico.

Non è, infine, l’elenco degli avvisi sacri o delle informazioni sulle attività parrocchiali (omelia-ma­nifesto). “Dall’omelia si devono tenere distinti gli eventuali brevi avvisi al popolo; il loro posto è al termine dell’orazione dopo la comunione” e – è bene ricordarlo sempre – al di fuori dell’ambone.

 

Ma cos’è, allora?

E’ una parte della stessa azione liturgica, insegna Sacrosanctum Concilium (n. 52) e, in quanto tale:

  • è un’azione del Christus totus: di Cristo e della Chiesa, del capo e delle membra affinché la fede dell’assemblea, confessata corde et ore, sia testimo­niata vita et moribus;
  • è un “luogo” spirituale che favorisce l’incontro personale con Gesù che si fa presente nella fractio Verbi e nella fractio Panis;
  • è il momento più alto della mistagogia (dal greco mistagogia: iniziazione ai misteri) perché “in essa vengono presentati ex textu sacro i misteri della fede e le norme della vita cristiana” (SC, 32).

L’omelia ha pertanto una natura sacramentale che per nessun motivo può essere compromessa e, nei confronti di qualsiasi altra forma di comu­nicazione, ecclesiale, ha una originalità assoluta: quella di trasmettere la ricchezza spirituale delle letture cui necessariamente deve riferirsi. Nella li­turgia rito e parola sono intimamente connessi”.

Le letture sono come “veicoli” con i quali la vo­lontà salvifica di Dio è fatta conoscere e donata, annunciata e resa presente. “La stessa celebrazione liturgica, che poggia fondamentalmente sulla parola di Dio, e della parola di Dio tutta s’innerva, diventa un nuovo evento e arricchisce la parola stessa di un’interpretazione nuova e di una insospettata ef­ficacia”, si legge al n. 3 di Ordo lectionum missae.

“Nella liturgia – scrive il vescovo Mario Russotto – la parola scritta diventa evento. Non è solo rac­conto, ma storia; non solo dice, ma crea; non solo ricorda, ma attua”. I testi proclamati sono sacra­mentali, prima ancora che normativi; sotto l’influsso dello Spirito creano ciò che raccontano.
Dio stesso dichiara che la parola uscita dalla sua bocca non ritorna mai a lui “senza effetto”, senza aver operato ciò che lui desidera (cf Is 55,11). E’ una parola che plasma in modo nuovo la vita. Performativa, dunque, più che informativa.

Le letture bibliche realizzano una presenza di Cristo non meno vera di quella eucaristica ed è a lui che l’omelia indirizza la mente e il cuore dei fedeli. “Tutta la Scrittura è un unico libro, e questo libro è Gesù” (Ugo di San Vittore). “Chiudete le orecchie quando qualcuno vi parla d’altro che di Gesù Cristo”, scriveva Ignazio di Antiochia. E se ciò nell’omelia dovesse accadere, bisognerebbe in­vitare chi parla a tacere. “La parola del Signore contenuta nelle Scritture si faccia evento, risuoni nella storia, susciti la trasformazione del cuore”, hanno scritto i vescovi italiani in Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia (n. 32).
In breve, ha il compito di trasformare l’ascolto in un personale incontro con il Cristo, risorto e vi­vente.

I verbi delle letture bibliche potrebbero allora essere messi al presente. Perché le persone cui Gesù duemila anni fa parlava sono quelle dell’as­semblea che ora celebra; le mani con cui toccava i malati continuano a sanare, le parole che pronun­ciava sono le stesse che l’assemblea ascolta.

Le Scritture si compiono nel rito che qui e ora si celebra. Già il Talmud, nel commento all’Esodo, scriveva che “ognuno, di generazione in generazione, deve sentirsi personalmente uscito dall’Egitto”. Non è fantasia ma realtà, come insegna lo stesso Concilio: “Cristo è presente nella sua parola giacché è lui che parla quando nella Chiesa si legge la sacra Scrittura” (SC, 7).

Nella liturgia armena, al diacono che proclama il Vangelo il popolo risponde: “E’ Dio che parla”. Ed è vero, perché Dio parla sempre. Con la sua stessa silenziosa presenza, il Logos parla sino alla fine del mondo (cfr Mt 28,20).

Nella celebrazione, la Parola diventa dunque un nuovo evento, fa esistere ciò che annuncia. E l’omelia ne evidenzia l’attualità come se fosse – sit venia verbis! – una ulteriore lettura; non un discorso su Dio, ma un messaggio che Dio qui e adesso invia al suo popolo.

La Parola è una grazia dinamica – divina eloquia cum legente crescunt, scriveva s. Gregorio Magno -, e l’omelia ne riattiva la perenne attualità in modo che “chi ascolta creda, credendo acquisti speranza, sperando ami” (s. Agostino).

Per tutti questi motivi, l’omelia eccelle fra tutte le forme di predicazione e, in un certo senso, le riassume come fonte e culmine.

 

L’esempio di Gesù

Sono due gli episodi evangelici che maggiormente illuminano la natura e le finalità dell’omelia.

Il primo (Luca 14, 16 ss.) presenta Gesù che nella sinagoga di Nazaret, attualizza un testo del profeta Isaia: “Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udito” (v. 21). In quel momento e in quel luogo, egli era l’avveramento dell’antica profezia.

Il secondo episodio (Luca (4, 13 ss.) presenta Gesù che lungo la strada verso Emmaus attualizza le Scritture e nella locanda svela poi la propria identità: “Allora si aprirono i loro occhi e lo rico­nobbero” (v. 31).

In ambedue i casi, Gesù rende attuale la Scrittura e suscita la fede degli ascoltatori. Compie, potremmo dire, una perfetta omelia: “mette a fuoco” il messaggio dei testi ascoltati ed evidenzia la continuità della storia della salvezza, annunciata nell’Antico Testa­mento e realizzata nel Nuovo: due parti che l’imma­ginifico s. Agostino paragonava a due pietre focaie che, strofinate insieme, sprizzano scintille di fuoco e luce. Nell’Antico Testamento – aggiungeva – è adom­brato il Nuovo, e nel Nuovo si disvela l’Antico”.

L’omelia fa riferimento ai testi biblici per una loro riproduzione nella vita di chi partecipa al­l’azione liturgica e fa sperimentare, per la potenza dello Spirito Santo, la presenza del Signore che si affianca a ciascuno per riscaldare il cuore e illuminare la mente. Egli, infatti, è sempre presente nella sua parola. L’evento salvifico si attualizza nel momento in cui la Parola è proclamata; l’omelia ha il compito di esplicitarlo e facilitame la comprensione da parte dell’intera assemblea concelebrante.

Illuminare e riscaldare: i due verbi che quali­ficano l’omelia. Se illumina la mente, ma non ri­scalda il cuore è perché parla d’altro, non di lui; perché trasmette parole, non la Parola; perché è impregnata di sentimenti umani, non di Spirito Santo.
L’assemblea è dunque, secondo una bella espres­sione della Traditio apostolica (n. 35) il luogo ubi floret Spiritus.

Per la tradizione ebraica dove c’è un’assemblea di almeno dieci persone in ascolto della Torah, la shekinah (presenza di Dio), è in mezzo a loro. Per Gesù, come sappiamo, ne bastano due o tre! (Mt 18, 20).
Parola, celebrazione e assemblea: ecco i tre ineludibili riferimenti dell’omelia che deve pre­sentare una chiara unità tematica “in modo che i fedeli siano indotti a scoprire la presenza e l’efficacia della parola di Dio nell’oggi della propria vita” ha scritto Benedetto XVI.

 

Qualche conclusione

Ma se tutto questo è vero, poniamoci alcune domande:

  • perché il popolo di Dio deve così spesso subire scialbe letture della Parola, invece che ascoltare dignitose proclamazioni affidate a lettori adulti (e non a ragazzini), preparati (e non al primo che capita) e capaci di farla capire – per averla anzitutto essi stessi assimilata – anche attra­verso un’adeguata tecnica comunicativa che rispetti la dizione, l’articolazione delle parole, le pause, il fraseggio, gli stacchi ecc.?
  • quando accadrà di vedere lettori che si servano sempre e soltanto dei lezionari ufficiali e non di altri libri o, peggio ancora, di spiegazzati foglietti?
  • quanto tempo dovrà passare perché tutti si convincano che un approssimativo impianto di amplificazione trasforma le parole in fastidioso rumore e priva l’assemblea del sacrosanto diritto di capire ciò che Dio vuole comunicarle?
  • quando diverremo davvero consapevoli che nell’ascolto della parola di Dio si edifica e cresce la Chiesa, come al n. 7 scrive Ordo lectionum mis­sae?
  • e come non pensare che quell’ascolto, per qualcuno, potrebbe essere il primo e l’ultimo?

 

Vittorio Peri
Presidente dell’UAC

(Questo testo costituisce la parte introduttiva di un libretto – Omelia, non parole al vento – , recentemente pubblicato dalla editrice San Paolo e che sarà prossimamente fatto pervenire a tutti gli iscritti all’UAC.)

Ultim’ora

16 dicembre 2018

 

AUGURI DI BUON NATALE

Particolare del Presepe 2018 allestito in piazza San Pietro

Con l’inizio della Novena del Santo Natale ci prepariamo a vivere questa festività nella gioia, nella pace, nella serenità delle nostre famiglie e delle nostre comunità. La Direzione del Sito www.uac-italia.it si unisce agli AUGURI che tutta l’UAC rivolge ai visitatori e ai lettori, ai Soci e agli Amici.

BUONE FESTE !

 

 

 

20 novembre 2018

DATI STATISTICI UAC  E ADESIONI 2018

Presidenza e Segreteria della Sede nazionale UAC ristrutturata

 

Col mese di novembre si chiude il rinnovo delle adesioni per il 2018 e iniziano le nuove adesioni all’UAC per il 2019. I Direttori diocesani riceveranno la rispettiva scheda da inviare con adesioni rinnovate e quelle nuove per il 2019 entro il mesi di gennaio.

Le adesioni del 2018 sono state 1.085, quindi 103 in più del 2017.

La Regione che ha più adesioni all’UAC è la Puglia con 164 soci, mentre la diocesi che ha più adesioni è quella di Firenze con 72 soci.

La rivista dell’associazione “UAC Notizie” viene spedita a 1.942 persone tra i Soci, i Vescovi, gli Amici, i Seminari Maggiori, i Collegi Romani e alcune Istituzioni.

31 ottobre 2018

Abbiamo appreso la notizia della morte, avvenuta la notte del 31 ottobre 2018, del nostro carissimo Mons. Mario Cuomo della diocesi di Iglesias in Sardegna. Ci uniamo nella preghiera di suffragio a tutto il clero della Diocesi Iglesiente e ne ricordiamo l’impegno appassionato per la promozione del Clero come Rettore del Seminario diocesano e Regionale e anche come Direttore diocesano e regionale per tantissimi anni dell’Unione Apostolica del Clero. Per oltre vent’anni è stato anche in Brasile come missionario “fidei donum”.l suo esempio di vita sacerdotale esemplare rimane nel ricordo di tutti coloro che lo hanno conosciuto e sarà anche uno stimolo a proseguire l’impegno per la formazione del clero. Tutta l’UAC nazionale e regionale conserverà la sua testimonianza sacerdotale. Lo raccomandiamo al Padre con la certezza che l’ha già accolto in Cielo.

 

14 ottobre 2018

San Vincenzo Romano

 

 

Grande soddisfazione dell’UAC di Napoli, della Regione della Campania e di tutta l’UAC per la canonizzazione di Vincenzo Romano, parroco di Torre del Greco.

 

 

 

 

 

 

27 settembre 2018

L’Architetto Giampiero Leodori, che ha progettato e curato l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione della nostra Sede nazionale di via T. Valfré a Roma, ha voluto ringraziare l’UAC dedicando una poesia al nostro Segretario don Albino Sanna e alla Cappella dell’Assunta da lui ideata e donata alla sua parrocchia di Gavoi. Giampiero Leodori è nato a Roma nel 1954 e ha scritto negli ultimi dieci anni circa novemila sonetti prevalentemente in romanesco.

L’Architetto e Poeta Giampiero Leodori

 

 

POESIA

DON ALBINO
E LA CAPPELLA DELL’ASSUNTA

 

 

 

 

 

Don Albino, sardo è monsignore
ha speso i guadagni de ‘na vita
pe’ fà ‘na cappella e l’ha finita,
animato da filiale amore.

N’opera pe’ la Madonna Assunta
a Gavoi, bella perla de Barbaggia
dove er Gennargentu dietro spunta
e la vista rapita ce s’adaggia.

La cappella è più che decorosa
ed è un regalo alla comunità
ner nome della Madre più radiosa.

Ne ho sentito la storia raccontà
ed è musica sacra e melodiosa,
‘n’impresa che io vojo celebbrà!

Roma 27 settembre 2018
Giampiero 12757-S

24 – 25 settembre 2018

CONSIGLIO NAZIONALE UAC A CASALE MONFERRATO

Cattedrale di Casale Monferrato

 

Il Consiglio nazionale UAC si terrà il  24 e 25 settembre a Casale Monferrato per caratterizzare l’UAC come associazione di base nel clero.

Informazioni dettagliate vedi nella pagina centrale.

 

 

 

21 agosto 2018

MEMORIA DI SAN PIO X

Affidiamo alla protezione di San Pio X, patrono dell’UAC, tutti i Ministri Ordinati in modo che vivano con gioia, responsabilità e coerenza il loro ministero.

21 agosto 2018 – Memoria di San Pio X, socio e protettore dell’UAC

 

 

 

1 agosto 2019

Esercizi spirituali per il 2019 a CASSANO MURGE

La Vergine Madre nel cortile dell’Oasi Santa Maria a Cassano delle Murge – BA

Il direttore dell’Osi Santa Maria di Cassano Murge (BA) informa che Mons. Luigi Mansi, vescovo di Andria e presidente nazionale UAC,  svilupperà il tema: ”Ministri di una Chiesa serva e amica “ nel Corso degli Esercizi Spirituali da lui guidati da lunedì 4 febbraio 2019 ( inizio Corso con il pranzo) a venerdì 8 febbraio 2019 ( conclusione con il pranzo). Il Corso si terrà presso l’Oasi Santa Maria di Cassano Murge (BA) Tel.080/ 764045-7644446 – (335209131 cellulare del direttore).

Chi fosse interessato può avviare subito la propria partecipazione.

 

 

 

 

 

29 giugno 2018

Auguri ai Pietro o Paolo. Preghiamo per Papa Francesco e per tutta la Chiesa.

 

 

 

 

Nella sede nazionale dell’UAC  i lavori di ristrutturazione interna, che termineranno a fine luglio prossimo, procedono regolarmente. La segreteria è sempre operativa tramite E-mail *protected email* o il telefono 06 39367106. E’ in spedizione UAC Notizie n. 2/2018. Prendere nota degli impegni futuri e in particolare del Convegno nazionale a Pompei per il 26-28 novembre. Nel Notiziario trovate tutte le indicazioni per le iscrizioni che sono già aperte. Vi attendiamo numerosi.

 

 

 

 

Il segretario don Albino Sanna.

 

28 maggio 2018

Il 28 maggio 2018 si terrà la riunione del Consiglio nazionale aperto anche ai Responsabili regionali nell’Istituto delle Orsoline in via Nomentana a Roma. I lavori inizieranno alle ore 10,30 e termineranno nel pomeriggio entro le ore 17.00. Tra gli argomenti vi sono la definizione del programma del prossimo Convegno nazionale UAC a Pompei previsto per il 26-28 novembre prossimo; l’approvazione degli argomenti del n. 2/2018 di UAC Notizie; l’informazione sui lavori di ristrutturazione della Sede nazionale di via T. Valfrè a Roma; la riflessione sui dati delle adesioni all’UAC del 2018. Tutti i soci sono invitati ad accompagnare i Consiglieri con la preghiera.

 

6 maggio 2018

Auguri al nostro Presidente Mons. Luigi Mansi per il suo compleanno.

A molti anni sereni e fruttuosi.

 

9 aprile 2018

SOLIDARIETA’ E PREGHIERA DA TUTTA L’UAC PER I DISAGI DEL TERREMOTO

Terremo Marche: scossa fra Ancona e Macerata

Trema ancora la terra nel centro Italia nelle Marche, in provincia di Macerata, si è avuta una scossa di magnitudo 4.6.L’epicentro è stato registrato a Muccia, e l’evento è stato avvertito in tutta la regione, ma anche nel Lazio, in Toscana, in Emilia Romagna, in Abruzzo e in Umbria. Gli abitanti di Roma, Firenze, ma anche di Rimini e di altre città importanti della nostra penisola, hanno sentito tremare la terra, con conseguente spavento. 

 

 

15 marzo 2018

Nelle comunità parrocchiali si preparano per i riti della Settimana Santa e la Pasqua

L’Ecce homo, l’Addolorata e nello sfondo il Crocefisso in una chiesa parrocchiale.

23 febbraio 2018

Papa Francesco invita a vivere questa giornata di preghiera e digiuno per la pace.

 

5 febbraio 2018

PRESIDENZA E REDAZIONE UAC

Il 5 febbraio 2018 nell’Istituto delle Orsoline di via Nomentana a Roma si è riunita la Presidenza UAC per definire nei dettagli il luogo e il programma del prossimo Convegno nazionale che si celebrerà a Pompei dal 26 al 28 novembre e nella stessa data e nello steso luogo si è riunita anche la Redazione di UAC Notizie per impostare i quattro numeri del 2018.
Presidenza
Il tema del Convegno sarà “il discernimento comunitario” che verrà sviluppato con due relazioni che illustreranno sia l’aspetto teologico e scritturistico, sviluppato dal Relatore don Antonio Pitta, che l’aspetto pastorale del discernimento comunitario, sviluppato dal Relatore P. Felice Scalia S.I.
Nella mattinata del terzo giorno vi sarà una Tavola Rotonda, animata dalle Suore della “Fraternità monastica di Gerusalemme” di Firenze.
I convegnisti verranno ospitati negli Hotels Resort e Maiuri con pensione completa.
Le celebrazioni verranno vissute nel Santuario della Beata Vergine del Rosario. E’ prevista anche una visita alla chiesa del Beato Vincenzo Romano, che tra non molto verrà proclamato Santo, a Torre del Greco.
L’organizzazione del Convegno propone anche, nello spirito del Genius Loci, per chi fosse interessato a prolungare la permanenza a Pompei per un giorno in più in modo da poter visitare gli scavi di Pompei e/o una escursione in barca per la costa amalfitana.

Redazione
Nella stessa Sede vi è stata anche la riunione della redazione di “UAC Notizie”. Si è ritenuto opportuno impostare il n. 1/2018 del Notiziario in continuità con il Convegno del novembre scorso e quindi si decide che le relazioni di Don Nico Dal Molin e di Mons. Antonio Staglianò siano raccolte in un QUARDERNO da inserire nella spedizione del Notiziario.
La Redazione ha ringraziato coloro che hanno collaborato per i quattro numeri del 2017, in particolare don Stefano Rosati che ha curato gli Editoriali, gli articolisti de “Lo studio” don Luca Bonari e S. E. Mons. Carlo Bresciani che verranno sostituti per i numeri di quest’anno da don Nino Carta per gli Editoriali e don Massimo Goni per “Lo studio”. Vengono confermate le altre rubriche “Magistero e Ministero Ordinato” di don Gian Paolo Cassano, “diaconato permanente” del diac. Roberto Massimo. Vengono individuati anche coloro che cureranno la rubrica Esperienze di animazione nel n. 1/2018, il nostro Presidente che scriverà sulla sua esperienza nella conduzione degli Esercizi Spirituali e dei Ritiri mensili del Clero e don Diego Marchioro della diocesi di Ozieri in Sardegna con una sua testimonianza su un fatto drammatico vissuto nella sua parrocchia.
In questo numero vi è anche una new entry di Sr. Chiara Curzel Religiosa delle Suore Figlie del Cuore di Gesù di P. Venturini, consigliera della stessa Congregazione dei Padri Venturini, che ci presenterà la prima “Icona” sul Sacro Cuore. Le altre icone saranno presentate da P. Brena Dehoniano del S. Cuore, sulla figura del Buon Pastore, da Mons. Luciano Monari, sui discepoli di Emmaus, e infine la quarta Icona, quella su Betania, è ancora da affidare.
Proseguiranno anche i necrologi di preti e diaconi che verranno segnalati dalle diocesi e, naturalmente la rubrica di “Vita associativa”, curata dal Segretario, con cronache a livello nazionale, regionale e diocesano.
Don Albino Sanna – segretario  e caporedattore

 

3 febbraio 2018

Mons. Alberto D’Urso con Papa Francesco

Usura e gioco d’azzardo sono fenomeni collegati e da combattere con ogni mezzo. Lo ha detto papa Francesco ricevendo in udienza i rappresentanti delle 30 Fondazioni anti-usura d’Italia e della Consulta nazionale anti-usura che le riunisce, sabato 3 febbraio 2018. Il Papa è stato salutato a nome di tutti dal presidente della Consulta nazionale, monsignor Alberto D’Urso, nostro Consigliere nazionale UAC della Zona Sud. Anch’egli ha sottolineato: «Siamo convinti che è possibile uscire da questa spirale perversa. Se l’usura si organizza, si può organizzare anche la lotta all’usura con la prevenzione, la solidarietà e l’educazione alla legalità». Ci complimentiamo e sosteniamo don Alberto in questo delicato e impegnativo servizio all’Italia.

 

31 gennaio 2018

 

 

RINNOVO ADESIONI 2018

Unione Apostolica del Clero

Ai Direttori diocesani UAC e a tutti i soci,
accogliete il saluto di tutto il Consiglio nazionale, accompagnato dalla preghiera e dalla gratitudine per quanto fate in favore del Clero.

Siete pregati di attivarvi e allo stesso tempo di raccogliere le adesioni UAC per il 2018 del vostro Circolo diocesano, aggiornare quindi l’elenco degli iscritti per il 2018 e inviare poi la scheda diocesana o la propria adesione alla segreteria UAC entro il mese di marzo, in modo da ricevere subito le Riviste “UAC Notizie” e, per chi si abbona, “Presbyteri”.

La somma delle QUOTE dei soci è BENE inviarla tramite C.C.P. n. 47453006 intestato a Unione Apostolica del Clero, via T. Valfrè, 11 – 00165 ROMA RM (il C.C.P. prestampato lo trovate nella rivista “UAC Notizie”) o tramite Bonifico IBAN IT 74 I 0200805180 000001339751 presso UNICREDIT Agenzia Roma 1 Pio XI intestato all’Unione Apostolica del Clero (CHI UTILIZZA IL BONIFICO E’ PREGATO DI COMUNICARE OLTRE IL NOME E COGNOME ANCHE L’INDIRIZZO POSTALE E LA DIOCESI DI APPARTENENZA).

Partecipiamo con generosità e con entusiasmo a questo momento del rinnovo delle ADESIONI.

Roma 31 gennaio 2018

La Segreteria nazionale UAC

 

31 gennaio 2018

CENACOLO REGIONALE SARDEGNA

Cenacolo Regionale UAC Sardegna 22.01.2018

Lunedì 22 gennaio, presso il Seminario Arcivescovile di Oristano, si è tenuto il primo cenacolo regionale sardo dell’UAC del 2018.
Erano rappresentate le diocesi di Cagliari, Nuoro, Oristano, Ozieri, Sassari e Tempio-Ampurias.
Il cenacolo si è aperto con l’adorazione eucaristica e la preghiera dell’Ora Terza, presieduta da Mons. Giuseppe Sanna, durante la quale ci si è confrontati sul tema dell’identità e della missione del presbitero diocesano, a partire dalla traccia proposta su UAC NOTIZIE 3/2017.
Dopo la meditazione, la preghiera e la condivisione si è proceduto a verificare lo stato delle adesioni all’UAC nelle varie diocesi, sollecitando i direttori diocesani a promuovere l’associazione tra i giovani preti. Si è poi passati alla programmazione delle attività regionali del 2018.
Lunedì 18 giugno ci si ritroverà per un cenacolo regionale a Buddusò (Diocesi di Ozieri), che come da tradizione si aprirà con la concelebrazione eucaristica in suffragio dei soci UAC defunti.
Giovedì 25 ottobre si terrà a Macomer (Diocesi di Alghero-Bosa), presso il Centro Pastorale San G.M. Conforti, l’Incontro Regionale dei Presbiteri e dei Diaconi sul tema “Il discernimento come cammino comunitario”.
L’incontro si è concluso con il pranzo, insaporito dalla gioia della fraternità!

don Paolo Baroli – segretario regionale

 

30 gennaio 2018

CASERTA – XXII SETTIMANA BIBLICA NAZIONALE

Cattedrale di Caserta

Anche quest’anno la Diocesi di Caserta organizza la XXII Settimana Biblica Nazionale, iniziativa fortemente voluta dal vescovo S.E. mons. Giovanni D’Alise e patrocinata dall’ABI ( Associazione Biblica Italiana ).

La settimana biblica si svolgerà dal 2 al 6 luglio 2018 . Il tema della settimana sarà la lettura delle “Lettere Cattoliche – I e II Lettera di Pietro e Giacomo”.

I relatori saranno il prof. sac. Santi Grasso, Professore di Esegesi del Nuovo Testamento presso lo Studio teologico di Gorizia, Trieste e Udine Facoltà Teologica del Triveneto ed il prof. sac. Giuseppe De Virgilio, Professore di Esegesi del Nuovo Testamento presso la P. Università della Santa Croce – Roma.

Chi desiderasse partecipare prenda contatto con l’organizzazione della Settima C/O la Curia Vescovile di Caserta: Piazza Duomo,11 – 81100 Caserta; Tel/Fax 0823 448014 interno 56.

 

29 dicembre 2017

Don Nino Carta, nostro vice Presidente Area Centro, spopola con il suo Concerto in Sardegna. La notizia è apparsa nel quotidiano sardo “La Nuova Sardegna” il 29 dicembre 2017. Complimenti a don Nino e auguri di ulteriori successi.

Don Nino Carta in concerto con Serena Porcu.

 

8 gennaio 2018

CONSIGLIO NAZIONALE UAC

è confermata la riunione del Consiglio nazionale UAC aperta anche ai Regionali per LUNEDI’ 8 GENNAIO 2018 presso l’ ISTITUTO RELIGIOSE ORSOLINE U.R. – VIA NOMENTANA, 34 – 00161 ROMA
Inizio dei lavori alle 11.30.
Pranzo alle 13.00 
Ripresa fino alle 16.30.
Conclusione lavori massimo entro le 17.00.
Partenze.

L’O.d.G:
1. Valutazione del Convegno (Contenuti, Metodi, Tavola Rotonda). Valutazioni sul Lavoro di gruppo sul Questionario UAC 2017;
2. Valutazioni sul conteggio definitivo delle adesioni per l’anno 2017;
3. Prime ipotesi del tema del 2018;
4. Impostazione Notiziario UAC n. 4/2017 e n. 1/2018. Sommario;
5. Calendario Convegno e Consigli 2018;
6. Lavori Sede nazionale
7. Varie ed eventuali.

 

10 dicembre 2017

MADONNA DI LORETO

Messa conclusiva del Convegno nazionale UAC il 29 novembre scorso a Loreto

E’ ancora viva in noi l’esperienza del Convegno nazionale UAC vissuta a Loreto. In questo giorno rivolgiamo ancora la nostra preghiera alla Vergine di Loreto affinché protegga l’UAC nella sua testimonianza di servizio al Clero italiano. (nella foto la celebrazione finale nella Cappella inferiore di Loreto presieduta dal nuovo arcivescovo prelato di Loreto e delegato pontificio per il Santuario Lauretano S. E. Mons. Fabio Dal Cin, insieme a S. E. Mons. Antonio Staglianò e a S. E. Mons. Luigi Mansi, Presidente dell’UAC).

 

1 novembre 2017

CONVEGNO NAZIONALE UAC A LORETO

I direttori diocesani e i soci che desiderano partecipare al prossimo Convegno nazionale UAC che si terrà a Loreto dal 27 al 29 novembre prossimo (trovate le notizie tecniche nella pagina centrale) sono pregati di inviare la propria adesione quanto prima o per posta scrivendo a Unione Apostolica del Clero, via T. Valfrè, 11 – 00165 ROMA RM o per via E-mail. 

Santuario di Loreto

Il Convegno è un momento importante in vista anche di un rilancio dell’associazione  in modo da coinvolgere altri Ministri ordinati che credono nel progetto dell’UAC per i prossimi anni in favore del clero italiano.

 

 

 

 

 

 

 

26-27 settembre 2017
Consiglio nazionale UAC a Parma

Il Consiglio insieme ai Seminaristi di Parma dopo la concelebrazione nella cappella del Seminario – 26 settembre 2017.

Il Presidente, insieme a don Stefano Rosati che ci ospita, taglia la torta commemorativa dell’UAC. Grazie per la dolce accoglienza.

Il Consiglio nazionale UAC si è riunito il 26 – 27 settembre 2017 nel Seminario Maggiore e nella Badia di Torrechiara a Parma.
Presenti: S.E. Mons. Luigi Mansi, don Nino Carta, diac. Mauro Tommasi, don Franco Borsari, don Gian Paolo Cassano, don Stefano Rosati, don Ninè Valdini, don Massimo Goni, don Clemente Petrillo, don Luigino Scarponi, don Albino Sanna.
Adesioni 2017. Il Consiglio esamina la situazione delle adesioni e prende atto che vi è una continuità e una stabilità. Vi è anche un interesse da parte dei preti giovani.
Assemblea internazionale UAC. L’Assemblea si terrà dal 13 al 17 novembre prossimo e, essendo il Presidente nazionale impossibilitato a prenderne parte delega don Stefano Rosati a rappresentarlo, sarà presente anche qualche altro componente del Consiglio nazionale.
Convegno nazionale del 27 – 29 novembre. Si definisce in dettaglio tutto il programma.
Lavori di ristrutturazione della Sede nazionale. Si prendono in esame anche due preventivi per i lavori di ristrutturazione nella Sede nazionale e si decide di affidare a un tecnico di fiducia che esamini i preventivi, veda la Sede, indichi i lavori urgenti da fare. Oltre che dare il proprio parere è opportuno che segua i lavori nei dettagli e abbia i contatti con l’impresa.
Notiziario UAC. Il n. 3 luglio-settembre 2017 viene imbastito nei dettagli e si spera che possa essere pronto per la fine di ottobre.
Questionario UAC 2017.  Fino a questo momento sono arrivate una ventina di risposte da parte degli iscritti e dei Direttori diocesani. Si invitano quindi i Direttori diocesani che si facciano tramite per sollecitare la risposta al Questionario 2017 entro il 30 ottobre prossimo inviando le risposte scritte alla segreteria nazionale. Queste risposte saranno esaminate e sintetizzate da un Consigliere nazionale e quindi saranno oggetto dei Cenacoli che faremo nel pomeriggio del 28 novembre a Loreto durante il prossimo Convegno.

Un grazie sentito a don Stefano Rosati, ai Superiori e ai Seminaristi di Parma per la squisita accoglienza e la fraterna condivisione, insieme a tutto il personale religioso e laico compresi quelli della Badia di Torrechiara.

Il prossimo Consiglio si terrà il 27 novembre alle ore 12,00 a Loreto.
Il Segretario
Don Albino Sanna

 

8 settembre 2017

CONSIGLIO NAZIONALE UAC

Il 26 e il 27 settembre prossimi, si terrà il Consiglio nazionale UAC al quale oltre i Consiglieri partecipano anche i Responsabili regionali.

Tra gli altri argomenti si tratterà e si definirà nei dettagli il prossimo Convegno nazionale, al quale sono invitati tutti i soci a iniziare dai Direttori diocesani, che si terrà il 27-29 novembre 2017 a Loreto, ospiti della Casa del Pellegrino nella piazza del Santuario. Le iscrizioni sono aperte inviando il proprio nominativo alla segreteria UAC via T. Valfrè 11 – 00165 ROMA RM o per E-mail (preferibilmente) o per posta ordinaria. 

Nel mese di ottobre chiuderanno le adesioni UAC del 2017. Coloro che ancora non avessero rinnovato l’adesione sono pregati di inviare la loro adesione tramite ccp 47453006 intestato a Unione Apostolica del Clero, via T. Valfrè 11 – 00165 ROMA RM. Grazie!

Unione Apostolica del Clero

 

8 agosto 2017

Ci ha lasciati per entrare nella Casa del Padre don Giuseppe BRUNI, direttore diocesano dell’UAC di Arezzo. Preghiamo per lui e siamo riconoscenti per quanto ha donato nella sua vita presbiterale e per il generoso servizio all’UAC.

2 luglio 2017

BUONE VACANZE

 E BUONA LETTURA

DI “LIEVITO DI FRATERNITA”

 


Questo volume è il frutto di un lavoro collegiale, che tra il 2014 e il 2016 ha coinvolto i Pastori delle Chiese che sono in Italia attorno al tema del Rinnovamento del clero a partire dalla formazione permanente. Si tratta di un agile strumento pastorale con proposte qualificate e percorsi di comunione necessari a realizzarle, spunti per continuare il confronto, il discernimento e l’elaborazione di processi di riforma. Tra i titoli: primato della dimensione comunitaria, diocesanità e carità pastorale, fraternità presbiterale, cura della vita interiore, sequela, responsabilità amministrative ed economiche, gioia evangelizzatrice e prima formazione.

 

 

 

 

Letture Consigliate

– Lettera del Presidente d. Luigi Mansi ai Direttori diocesani, nella pagine del Presidente

– Il saluto del nuovo presidente UAC d. Luigi Mansi, nella pagina centrale

– La relazione del triennio di d. Vittorio Peri, nella pagina centrale

Il presbiterio di d. Vittorio Peri, in “Riflessioni ed esperienze“.

Vivere insieme: un sogno o un’opportunità di d. Massimo Goni, in “Dialogare per crescere“.

Quanto è buono e dolce che i fratelli vivano insieme di d. Giancarlo Lanforti, in “Dialogare per crescere

Riflessioni ed Esperienze